L’Alto Adige dice no alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia

Era prevedibile che la questione del 150° anniversario dell’Unità finisse per tirare fuori i molti problemi irrisolti di un paese tutt’altro che unito. A parte la stucchevole polemica tra Lega Nord e centralisti, il nuovo sasso nello stagno lo getta il Presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder.«Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e

di luca17


Era prevedibile che la questione del 150° anniversario dell’Unità finisse per tirare fuori i molti problemi irrisolti di un paese tutt’altro che unito. A parte la stucchevole polemica tra Lega Nord e centralisti, il nuovo sasso nello stagno lo getta il Presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder.

«Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell’Italia. Anche per questo motivo non abbiamo grande interesse di parteciparvi»

Una minoranza austriaca. parole che lasciano quantomeno perplessi, perché i sudtirolesi negli anni hanno sviluppato una personalità propria e certo non farebbero salti di gioia nemmeno a passare sotto l’Austria, magari anche con meno facilitazioni economiche rispetto a quelle ottenute grazie all’autonomia.

«Per la mostra di Roma non ho ricevuto nessun invito e questo tema non è stato discusso in giunta. Se devo essere sincero non è che abbiamo tanto interesse per queste celebrazioni e non partecipare non credo sia un grandissimo problema – ha proseguito duramente Durnwalder -. Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca. Noi non abbiamo fatto iniziative per favorire l’Unità d’Italia come altre regioni. Non volevamo nel 1919 e non volevamo nel 1945. Successivamente abbiamo accettato il compromesso dell’autonomia amministrativa. Se gli italiani vorranno parteciparvi lo possono fare, certamente noi non ci opporremo».

La provincia di Trento, che invece parteciperà – ma su questo non c’erano dubbi – ha proposto ai dirimpettai bolzanini di dividere il proprio stand, ricevendo per tutta risposta un secco rifiuto. Ma anche questa non è una sorpresa.

Ai lettori l’ardua sentenza. Per chi vi scrive il Sudtirolo non è Italia per motici storico-culturali e quindi non si vede perché debba essere costretto a partecipare a celebrazioni che non sente sue.