Ore 12 – Bossi, ovvero l’arte politica del … “ricatto”

Se non è una presa per i fondelli, cos’è? Evidentemente la politica, in questo caso la Lega Nord, considera gli italiani degli utili idioti. In pochi giorni, due volte consecutive Umberto Bossi ha esercitato la sua migliore arte politica: quella del ricatto. Per bocca del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli “minaccia” le urne. Diceva

Se non è una presa per i fondelli, cos’è? Evidentemente la politica, in questo caso la Lega Nord, considera gli italiani degli utili idioti.

In pochi giorni, due volte consecutive Umberto Bossi ha esercitato la sua migliore arte politica: quella del ricatto. Per bocca del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli “minaccia” le urne.

Diceva De Gasperi che la differenza tra un politico ed uno statista è che il primo guarda alle prossime elezioni mentre il secondo si concentra sulle future generazioni.

Ovvio che oggi il contendere, per il Carroccio, è il federalismo, la riforma delle riforme, cioè l’ennesimo bluff Made in Italy. Il giochino è scoperto: siccome la riforma federale è da sempre il vessillo identitario della Lega e siccome se venisse davvero approvata, gli italiani capirebbero a proprie spese che di riformina si tratta, di un ennesimo balzello, Bossi fa di tutto per far saltare il tavolo.

Occasione d’oro per incolpare nemici e … amici per il mancato decollo dello strumento “venduto” da vent’anni come toccasana dei mali del Belpaese. In realtà il Senatur, con lo stop and go dei ricatti quasi quotidiani, prepara la campagna elettorale sul suo terreno più favorevole, pronto a correre da solo, non vincolato dall’abbraccio del Cavaliere, considerato pericolosa zavorra.

Il messaggio di Bossi è rivolto quindi anche a Berlusconi: se qualcosa va storto, se non si riesce a portare a casa il risultato del federalismo, la campagna elettorale leghista sarà feroce anche nei confronti degli attuali alleati.

Ancora una volta la partita si gioca con le opposizioni fuori campo, semplici spettatori. Bersani, ma anche Fini, Casini Rutelli & C sperano in una implosione della maggioranza. E soprattutto accendono ogni giorno ceri per una “grazia” che può venire solo dai pm milanesi. Ma, di questi tempi, chi ci crede ai miracoli?

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