Veritometro: Berlusconi, Fini e i sondaggi su Futuro e Libertà per l’Italia

“Fini ha un futuro che gli esperti valutano appena all’1,6%” Silvio Berlusconi Scoprite perchè dopo il saltoDa quando si è consumata la rottura con Fini e la nascita di Fli, uno degli argomenti principali di Berlusconi è sottolineare l’inconsistenza elettorale del nuovo partito, nato da una scissione del Pdl. Una tecnica classica per Berlusconi, già

“Fini ha un futuro che gli esperti valutano appena all’1,6%”


Silvio Berlusconi

Scoprite perchè dopo il salto

Da quando si è consumata la rottura con Fini e la nascita di Fli, uno degli argomenti principali di Berlusconi è sottolineare l’inconsistenza elettorale del nuovo partito, nato da una scissione del Pdl.

Una tecnica classica per Berlusconi, già sperimentata con tutti gli ex alleati. Ad esempio l’Udc, che nel 2008 decise di correre da solo. All’epoca il Cavaliere dichiarava cose di questo tipo:

“Per i loro sondaggi sarebbe al 6%, mentre per i nostri è al 3,8%”

L’Udc alla fine prese il 5,62%, e fu l’unica forza politica al di fuori dei due poli principali a riuscire ad entrare in parlamento. Per Fli non esistono ancora controprove elettorali, ma tutti gli indizi fanno pensare che Berlusconi stia anche questa volta deliberatamente sottostimando il peso del partito di Fini.

Infatti, come ha notato qualche giorno fa Il Fatto Quotidiano, Futuro e Libertà ha oscillato molto nei sondaggi da novembre ad oggi, ma sempre all’interno di una forchettta tra il 4 e l’8%.

Il partito Futuro e Libertà, pur essendo rappresentato da una leadership carismatica, autorevole e politicamente “pura” come quella di Gianfranco Fini, è un partito che, dal punto di vista comunicativo, è molto più berlusconiano del PDL: FLI esiste se Berlusconi parla di Fini. Quando lo ignora, perde automaticamente consenso. Ne parlava qualche giorno fa Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia del premier (Euromedia Research), a dimostrazione che questo movimento dell’opinione pubblica è già gestito e controllato. I sondaggi davano ragione al partito di Fini proprio nel momento di maggiore difficoltà del suo leader: durante l’estate dell’assedio alla famiglia Tulliani alla ricerca della verità sulla casa di Montecarlo

Il 10 novembre Ambrogio Crespi scriveva su Clandestinoweb:

Tutti i sondaggisti sostengono che Futuro e Libertà sia percepita come una nuova realta e quindi per sua natura difficile da misurare, ma i trend confermano comunque un generale successo della proposta politica dei finiani in particolare l’ SWG per voce di Weber, qualche giorno fa ha annunciato che i dati di cui disponeva erano il 9% e questo addirittura prima della Convention di Perugia. Martedì sera a Ballaro’, Pagnoncelli ha comunicato un dato realizzato il giorno dopo la Convention di Bastia Umbra, di 2 punti in crescita in una sola settimana, attestando il partito di Fini quasi all’8%. Oggi, Crespi Ricerche, di cui mi fido molto per ovvie ragioni, ha consegnato un dato che attesta una crescita in una settimana di 1,2% con un dato complessivo del 9%

L’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani di Lorien Consulting del 3 febbraio dà Fli al 5,2%, proprio nel momento in cui il Pdl perde l’1,6% e si attesta a quota 28,6%.

Le rilevazioni periodiche di Emg/La 7 mettono in luce invece un trend negativo per il partito di Fini (a cui corrisponde una ripresa del Pdl) nel periodo novembre-gennaio. Ma Fli si mantiene sempre tra il 5 e il 6%.

Insomma, la verità è che gli esperti valutano il futuro di Fini in una forchetta compresa tra il 4 e il 9%, con un trend al calo. Cifre ben al di sopra di quelle citate da Berlusconi, che con il suo wishful thinking si guadagna l’ennesima comparsata sul veritometro di polisblog, con la lancetta ben salda sul rosso (per una rassegna delle migliori “balle” del premier fino al 2010 cliccate qui).

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