Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: Egitto, Suleiman, i fratelli musulmani e i file di Wikileaks. Il nesso fra questi tre elementi lo racconta l’agenzia di stampa tedesca Reuters. Per cominciare, sappiamo bene come i Fratelli Musulmani siano il vero spauracchio dei Governi occidentali e di Israele nell’attuale momento di crisi del regime di Hosni Mubarak. Il rais egiziano

Medio Oriente: Egitto, Suleiman, i fratelli musulmani e i file di Wikileaks. Il nesso fra questi tre elementi lo racconta l’agenzia di stampa tedesca Reuters. Per cominciare, sappiamo bene come i Fratelli Musulmani siano il vero spauracchio dei Governi occidentali e di Israele nell’attuale momento di crisi del regime di Hosni Mubarak.

Il rais egiziano ha, d’altronde, tratto la sua legittimazione internazionale presentandosi come un capo di Stato laico in grado di arginare il fondamentalismo islamico; in questo senso i Fratelli Musulmani, partito politico di forte impronta islamista, ma con grande seguito nella società egiziana, sono sempre stati la sua nemesi. Ma andiamo con ordine. Ieri il nuovo vicepresidente egiziano Omar Suleiman ha incontrato i leader dell’opposizione al regime, tra cui anche quelli dei Fratelli Musulmani: un gesto distensivo per dialogare con quella piazza che da più di dieci giorni chiede le dimissioni del rais.

Lo stesso giorno, con fenomenale tempismo, la Reuters ha pubblicato una serie di cablo di WikiLeaks, datati tra il 2006 e il 2008, in cui si riferisce come Suleiman (allora capo dei servizi segreti) avrebbe pesantemente criticato i Fratelli Musulmani presentandoli ai diplomatici Usa come un’organizzazione pericolosa e semi-terroristica…

In particolare, Suleiman avrebbe espresso ai diplomatici la convinzione che il partito islamista stesse organizzando gruppi armati. In un cablo del 15 febbraio 2006, l’allora ambasciatore Usa in Egitto Francis Ricciardone scriveva che Suleiman “aveva affermato che i Fratelli Musulmani avevano inglobato 11 diverse organizzazioni islamiche estremiste”; tra queste il cablo cita soprattutto la Jihad Islamica Egiziana e il gruppo fondamentalista Gama’a Islamiya.

Nel cablo emergono i timori di Suleiman per i successi elettorali dei Fratelli Musulmani nelle elezioni del 2005 e per il modo in cui, a suo dire, il gruppo sfruttava la religione per mobilitare e influenzare le masse. Nonostante i cablo riferiscano lo scetticismo dei diplomatici Usa nei confronti delle dichiarazioni di Suleiman, ieri le autorità statunitensi hanno rifiutato di rilasciare commenti in merito alla pubblicazione dei file.