Bossi, “cane” da pagliaio, abbaia ma non morde

Questa storia del federalismo, come tante altre in Italia, è cominciata male e rischia di finire peggio. Bene che vada, sarà l’ennesima “riformicchia” all’italiana: un inutile pastrocchio, zavorra per il mangia mangia. Adesso c’è addirittura chi se la prende con Napolitano, reo di aver fatto … rispettare la legge. Il capo dello Stato ha esercitato

Questa storia del federalismo, come tante altre in Italia, è cominciata male e rischia di finire peggio. Bene che vada, sarà l’ennesima “riformicchia” all’italiana: un inutile pastrocchio, zavorra per il mangia mangia.

Adesso c’è addirittura chi se la prende con Napolitano, reo di aver fatto … rispettare la legge. Il capo dello Stato ha esercitato magnificamente (come sempre) la propria funzione costituzionale dichiarando non ricevibile il decreto legge, perché è evidente che il Governo ha voluto forzare la mano nelle procedure.

Ma quella forzatura è di carattere politico, non solo “procedurale” come ha voluto subito precisare il premier, evidentemente scosso dall’alt del Colle.

Dopo la bocciatura nella Bicameralina, a Bossi è salita la febbre e ha posto l’ultimatum del dl del Cdm convocato … per telefono e senza odg. Questa vicenda ha mostrato il vero volto del Carroccio: ricattatorio e servile insieme.

Dopo avere minacciato la fine del mondo e dichiarato che se non passava il federalismo nella commissione bicamerale la Lega avrebbe tolto la fiducia al Governo e quindi provocato le elezioni anticipate, c’è stato un (nuovo) clamoroso dietrofront di Bossi. Il Senatur è cane da pagliaio, abbaia da lontano, ma poi non morde e rimette la coda fra le gambe.

La Lega ha sbraitato, ha cercato di ricattare Berlusconi per ottenere il risultato che voleva, ma in realtà aveva armi scariche perché per troppo tempo ha retto il sacco al Cavaliere restandone del tutto prigioniera.

Anche il buon Bersani, illuso di poter portar via il Senatur dall’abbraccio del premier, è rimasto scornato, così come tutta l’opposizione, ancora alle prese con l’ennesimo assalto fallito. Alla fine, chi ride è solo Berlusconi, malandato ma sempre in sella.

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