Volley | La favola di Jack Sintini: dal cancro allo scudetto da Mvp

Commovente la dedica del palleggiatore di Trento neo-campione d’Italia, nominato Mvp della finale Scudetto.

Mvp della finalissima Scudetto e non doveva nemmeno esserci… Jack Sintini ha ammesso solo alla fine di Gara 5 tra la sua Itas Diatec Trentino e la Copra Elior Piacenza che durante la settimana che ha preceduto il match ha avuto paura: paura perché per un palleggiatore non è facile sostituire il titolare in una partita decisiva, paura perché l’intesa con i compagni è tutto e si costruisce gara dopo gara.

Per lui che ha giocato poco durante la stagione era dunque un’impresa ardua prendere il posto di Raphael, uno dei migliori palleggiatori al mondo, infortunatosi in Gara 4 della finale e costretto a subire un’operazione a un dito che lo costringerà a un riposo forzato.
Raphael era quasi in lacrime all’inizio di Gara 5, seduto in panchina quando avrebbe voluto essere in campo, ma sapeva che al suo posto c’era un campione all’altezza della situazione. “A Jack Sintini ho detto solo di fare il Jack Sintini” ha spiegato Raphael prima della partita a chi gli chiedeva che consiglio aveva dato a colui che si apprestava a prendere il suo posto. E dopo il match il brasiliano ha aggiunto: “Jack si merita questo trionfo, è una persona meravigliosa, ha lavorato sodo tutto l’anno, è giusto che si goda questo momento”.

E certamente quello di Raphael si è dimostrato il miglior consiglio possibile perché Jack Sintini è un combattente, è uno che non molla mai e la sua caparbietà è servita a Trento per lottare fino all’ultimo pallone contro gli straordinari campioni di Piacenza e vincere lo scudetto al tie-break di Gara 5.

Durante la partita si è visto che Jack, abituato ad allenarsi con le riserve, aveva più intesa con Lanza, partito dalla panchina, che con i super-uomini titolari, ma nonostante questo, nonostante gli schemi, nonostante la tattica, ha dimostrato di essere all’altezza dei migliori palleggiatori al mondo.

Alla fine del match le parole di Jack hanno commosso tutti perché ha ricordato che fino a poco più di un anno fa lottava ancora contro il tumore al sistema linfatico che gli è stato diagnosticato alla fine della stagione 2010-2011 e che lo ha costretto ad abbandonare l’attività agonistica per un anno intero, ma l’8 maggio 2013 ha ottenuto l’idoneità alla pratica sportiva agonistica e Trento lo ha ingaggiato.

Dopo la vittoria di oggi Jack, con le lacrime agli occhi ha ricordato che stava per morire e ha incoraggiato tutti i malati di cancro a lottare perché se ce l’ha fatta lui, che è “solo un uomo”, a rivedere la luce e a passare da un letto d’ospedale al gradino più alto del podio del campionato di pallavolo italiano, venendo anche eletto miglior giocatore del match, ce la posso fare anche tutti gli altri con la determinazione e con l’aiuto dei propri cari e dei medici.

E proprio alla sua famiglia, ai dottori e agli infermieri che lo hanno aiutato durante la malattia, oltre che a tutti i malati di cancro, Jack Sintini ha dedicato il suo scudetto.

Il palleggiatore di Trento dall’anno scorso ha avviato l’Associazione Giacomo Sintini che raccoglie fondi a favore della ricerca medica in campo onco-ematologico.

Ecco le dichiarazioni di Giacomo Sintini dopo la conquista dello Scudetto:

“Questo è veramente il lieto fine di una storia stupenda. Ho passato un anno meraviglioso qui a Trento che mi ha accolto dopo la mia lunga malattia. È stata una partita durissima, io sono entrato in campo all’inizio pensando solo ad una palla alla volta. Poi pian piano mi sono sciolto prendendo confidenza con il campo che avevo calcato poco in questa stagione; siamo stati bravi a fare squadra giocando uniti senza abbatterci davanti alle difficoltà e ad una Copra Elior che non ha mai mollato. Con concretezza siamo riusciti a vincere una gara combattutissima e questo mio secondo Scudetto ha per tante ragioni un sapore davvero unico e speciale. Lo dedico a mia moglie, a mia figlia, a tutta la mia famiglia, ai medici che mi hanno curato, agli amici e a tutte le persone che mi sono state vicine durante il mio periodo difficile. Spero che questo successo possa essere un messaggio ulteriore per le persone che stanno male e che cerco di aiutare tramite l’Associazione che ho creato: il messaggio che vorrei lanciare ancora una volta è che guarire è possibile, bisogna crederci, credere che è possibile rialzarsi. Un ultimo grazie lo vorrei dare al mondo della pallavolo che mi è sempre stato vicino facendomi sentire il suo sostegno”.

Foto © Lega Volley

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