Pd. Si dimette Nicola Rossi, il consigliere economico di Massimo D’Alema

Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, non si dimette. Berlusconi è indagato dalla Procura di Milano che lo accusa di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. La strategia dell’opposizione si sta rivelando fallimentare.Il Terzo Polo e il Pd non spiegano agli elettori cosa farebbero dopo la fine dell’ennesimo governo Berlusconi. La coalizione centrista e il partito


Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, non si dimette. Berlusconi è indagato dalla Procura di Milano che lo accusa di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. La strategia dell’opposizione si sta rivelando fallimentare.

Il Terzo Polo e il Pd non spiegano agli elettori cosa farebbero dopo la fine dell’ennesimo governo Berlusconi. La coalizione centrista e il partito di Bersani hanno i loro problemi da risolvere. La credibilità di Futuro e Libertà non è compromessa solo dalla casa di Montecarlo. Lunedì prossimo Luca Barbareschi, attore e simbolo di Fli, potrebbe rientrare nel Pdl.

Barbareschi non è l’unico esponente politico che sta provando a lasciare il proprio partito. Ieri Nicola Rossi, senatore del Pd, ha presentato le proprie dimissioni al Senato. Palazzo Madama non le ha accettate.

Rossi aveva aderito al Pd dopo aver lasciato nel 2007 i Ds, Democratici di Sinistra, sostenendo che la sinistra aveva esaurito le proprie energie sul terreno riformista. Per i Ds era diventato il consigliere economico di Massimo D’Alema durante l’esperienza a Palazzo Chigi.

“Non mi riconosco più in questa politica, fatta di penalizzazione delle idee e dei territori e che purtroppo non mette a frutto la possibilità di collaborazione offerta da chi vorrebbe farlo. Mi sento inutile”.

Con queste parole Rossi ha condiviso con Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, la propria decisione. L’esponente politico non aderirà ad un altro partito. Su questo punto si sta aggrappando il Pd per non dover ammettere, una volta di più, le proprie debolezze.