Il Movimento 5 Stelle, l’olio di ricino e Repubblica

L’onorevole Laura Castelli e la gaffe causata dal deputato leghista.


E quindi, nel suo intervento alla Camera la deputata del Movimento 5 Stelle Laura Castelli ha davvero detto che ci vorrebbe l’olio di ricino per i giornalisti? O forse era l’olio di ricino per i mafiosi? O magari ancora stava solo replicando a chi dai banchi della Lega Nord aveva detto che l’olio di ricino andasse usato per i No Tav? Essendoci sempre un clima di isteria attorno all’M5S la questione è all’ordine del giorno.

Riassumiamo: durante il suo discorso, Laura Castelli a un certo punto dice:

“Il maggior quotidiano piemontese, nello stesso giorno in cui annunciava l’arrivo del ministro degli Interni per decidere l’apertura forzata e forzosa del cantiere della Maddalena, commentava nelle pagine a fianco: una grande operazione dei carabinieri del comando di Torino sotto il titolo ‘Le mafie minacciano anche le grandi opere’. Beh, io lo trovo davvero buffo, io a questi attori sì che darei l’olio di ricino”.

Messo così sembra chiaro che la deputata si riferisse ai giornalisti. E quindi partono tutti lancia in resta – anche perché ciò accade mentre Beppe Grillo sul blog dà vita a un sondaggio sui giornalisti più faziosi – ad attaccare Laura Castelli. Tra questi, anche Marco Bracconi di Repubblica, che scrive:

A Lei, che onorevolmente motteggia sull’olio di ricino, ricevendo gli applausi dei suoi altrettanto onorevoli colleghi, va ricordato che l’olio di ricino era il regalo che alcuni baldi movimentisti recapitavano in casa alle persone per punirle di quel che erano. Nel modo più schifoso. Purgando fino alle sofferenze il corpo, per distruggere le idee. Questo era il suo tanto onorevolemente evocato olio di ricino. E Le auguro, in tutta la sua vita, di vivere sempre in un Paese dove questa roba è scritta solo sui libri di storia, e non nei verbali di un Parlamento liberamente e democraticamente eletto.

Ma poi succede qualcosa, l’articolo sparisce dalla home page di Repubblica, e sparisce anche dal blog di Bracconi. Perché? Che cos’è successo? Il fatto è l’onorevole Castelli si riferiva ai mafiosi, e non alla stampa. O almeno così ha argomentato lei. “Io ho detto: ‘a questi attori andrebbe l’olio di ricino, agli attori, la mafia dentro le grandi opere’. Quindi non c’è nessun riferimento ai giornalisti…”.

Ok, ma perché l’olio di ricino? Perché tirare fuori proprio il purgante delle camicie nere? Anche in questo caso, l’infelice battuta non nasce da Laura Castelli, ma dalla fervida mente del deputato leghista Allasia, che riferendosi ai manifestanti No Tav aveva detto: “Forse vi servirebbe un po’ di olio di ricino per capire”.