Se la Stalingrado d’Italia volta a destra: sì alla mozione anti burqa

Una volta era la città simbolo della sinistra, la Stalingrado d’Italia: parliamo di Sesto San Giovanni. E in effetti Sesto, storico luogo d’industria, fabbriche e operai è sempre stata una roccaforte della sinistra che qui vince da sempre. Ma sempre più spesso dimostra di volere (o essere costretta) ad attuare politiche di destra.Prima la costruzione


Una volta era la città simbolo della sinistra, la Stalingrado d’Italia: parliamo di Sesto San Giovanni. E in effetti Sesto, storico luogo d’industria, fabbriche e operai è sempre stata una roccaforte della sinistra che qui vince da sempre. Ma sempre più spesso dimostra di volere (o essere costretta) ad attuare politiche di destra.

Prima la costruzione di un muro anti rom per contenere o direttamente far andare via gli indesiderati zingari, poi l’ordinanza anti prostituzione sul modello della vicina Milano e ora la mozione anti burqa.

Fortemente voluta dalla Lega ma votata anche dalla maggioranza di centrosinistra la mozione impegna il sindaco ad adottare i provvedimenti necessari al fine di far rispettare, a qualsiasi persona presente sul territorio comunale che circoli in luoghi pubblici o aperti al pubblico a viso coperto, le nostre leggi vigenti in tema di sicurezza e di dignità della donna.

In realtà sembrerebbe solamente una decisione di buon senso ma bisogna sottolineare che la sinistra sul burqa non ha mai avuto una linea ferma. A marzo 2010 ben 15 parlamentari del Pd proposero la legalizzazione del burqa in quanto parte integrante della tradizione islamica. I democratici si sono anche opposti alla proposta di legge leghista per il divieto totale di burqa e organizzarono un’originale protesta in difesa del costume islamico burqini senza contare che Rosi Bindi, da ministro, legittimò un atto del prefetto di Treviso che autorizzava l’uso del burqa nei luoghi pubblici.

Insomma una certa incoerenza sul tema sembra essere prerogativa del Pd così come appare sempre più anomala l’esperienza del centrosinistra al governo di una città come Sesto San Giovanni che rappresenta un simbolo della sinistra italiana. Non sarà mica che per resistere al Nord la sinistra debba adottare per forza programmi di centrodestra?