Milano, Letizia Moratti e Pgt: come ti ricopro la città di cemento

Di Milano e delle sue prossime elezioni per il sindaco abbiamo già parlato, come ricorderete, soprattutto in chiave primarie del Pd, dove l’outsider Pisapia ha sconfitto Boeri, il candidato di casa. A pochi mesi dalle elezioni, a campagna elettorale già iniziata, la malapolitica del sindaco la fa da padrone. Dopo anni di nulla, che le

Di Milano e delle sue prossime elezioni per il sindaco abbiamo già parlato, come ricorderete, soprattutto in chiave primarie del Pd, dove l’outsider Pisapia ha sconfitto Boeri, il candidato di casa. A pochi mesi dalle elezioni, a campagna elettorale già iniziata, la malapolitica del sindaco la fa da padrone. Dopo anni di nulla, che le hanno portato grande impopolarità, il sindaco prova l’ultimo colpo gobbo con il Piano di governo del territorio.

Il PGT è la strada scelta dalla Moratti per riconquistare l’appoggio di personalità di potere come Ligresti e La Russa e organizzazioni come la Compagnia delle Opere e quindi poter essere rieletta: risultato, 35 milioni di nuovi metri cubi di cemento per Milano.

L’opposizione con 2.478 emendamenti prova a bloccare l’operazione, ma il consiglio comunale sta diventando un orpello quasi quanto il Parlamento a livello nazionale, come sostiene il consigliere Basilio Rizzo.

Immagine|Flickr

Il tempo stringe e il consiglio ormai è un fantasma. Sembra il Parlamento, svuotato di ogni funzione. Manca continuamente il numero legale e gli assenti sono proprio nella maggioranza. Ma il centrodestra è diviso e chi dispone di un voto lo fa valere caro. Ci sono consiglieri ricomparsi in aula dopo aver ottenuto poltrone nelle municipalizzate.

Questa è la (debole?) speranza di opposizione e cittadini: che le divisioni interne al Pdl locale, non lontane da quelle nazionali, blocchino la colata, anche se quando ci sono così tanti milioni di euro in mezzo difficile che le cose si fermino.

Chiosa Michele Sacerdoti, uno dei candidati alle primarie milanesi di novembre:

Il Pgt permetterà 35 milioni di metri cubi di nuove costruzioni, come 341 Pirelloni. Saranno realizzate abitazioni per 400mila nuovi abitanti, ma secondo lo stesso Comune la città fino al 2030 crescerà di 60mila

Un disastro per la città meneghina, già assediata da parcheggi fantasma e un inquinamento che l’Ecopass, cavallo di battaglia della Moratti, non ha minimamente attenuato. Milly Moratti, esponente del Pd e per niente tenera verso la cognata sindaco, ribadisce il concetto:

Il Pgt segue un mosaico di richieste dei potenti. Con il nuovo piano la densità degli abitanti passerà da 7mila a 12mila per chilometro quadrato. Ma a Milano l’orizzonte è già oggi segnato da gru alte centinaia di metri. La Madonnina e il Pirellone sono dei nani se confrontati con i nuovi grattacieli. Alla vecchia Fiera, che secondo l’allora sindaco Gabriele Albertini doveva diventare il Central Park di Milano ecco invece arrivare le tre immense torri di City Life.

E’ impressionante, se pensiamo al numero di case sfitte presenti a Milano. La Moratti andrà a sfidare Giuliano Pisapia (centrosinistra) e probabilmente Umberto Ambrosoli (terzo polo). Dopo le figuracce sull’Expo, lo scandalo degli stipendi e assunzioni a tappeto, le costruzioni su terreni pieni di rifiuti tossici di Santa Giulia, il degrado della Darsena, Letizia Moratti “regala” ai cittadini di Milano un’altra (l’ultima?) tagliola sulle loro teste: cemento cemento cemento.

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