Processo Sarah Scazzi, tredicesima udienza: la cugina di Sarah accusa Michele Misseri

L’udienza di oggi del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi è dedicata agli interrogatori di otto testimoni chiamati dall’accusa: tra questi Antonella Spinelli e Elena Baldari


Tra gli otto testimoni chiamati questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Taranto per la tredicesima udienza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, c’è anche Antonella Spinelli, cugina della vittima nonché sua coetanea.

Lei, originaria di San Pancrazio Salentino, fu ospitata a casa di Sarah dal 23 al 25 agosto 2010 e trascorse con lei i giorni precedenti al delitto e fu proprio lei una delle poche persone ad essere a conoscenza dei vari profili che la 15enne di Avetrana aveva aperto su Facebook. Oggi, sentita in aula, la giovane ha riferito la sua opinione in merito al delitto:

Non credo che Sabrina e zia Cosima abbiano ucciso Sarah, ma zio Michele. Quel pomeriggio Sabrina chiamò per avvisarci che Sarah non si trovava. Io ho sempre detto che credo che Sabrina e zia Cosima non siano colpevoli. Io penso che sia stato mio zio Michele. Sabrina ci teneva tanto a Sarah. Io sono convinta di questa cosa, ma cerco di evitare l’argomento perchè non mi fa stare bene.


Oggi sarà la volta anche di Elena Baldari, la madre di Ivano Russo, già ascoltata più volte nel corso delle indagini. Poi toccherà, come stabilito dai pm Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, a Maria Ferrara, Salvatore Misseri, Michele Genovino, Clorinda Ferrara, Antonietta Genovino e Claudio Benni.

Le persone imputate nel processo, lo ribadiamo, sono Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, accusate è di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere; Michele Misseri, rispettivamente padre e marito delle due donne, che deve rispondere all’accusa di soppressione di cadavere insieme al fratello e al nipote Carmine Misseri e Cosimo Cosma; l’avvocato Vito Russo, ex difensore di Sabrina Misseri, che deve rispondere all’accusa di tentato favoreggiamento personale, intralcio alla giustizia e di soppressione di atti veri, mentre Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro sono accusati di favoreggiamento del fioraio Giovanni Buccolieri, la cui posizione è stata stralciata prima dell’udienza preliminare.

L’udienza prosegue.

Via | Corriere del Giorno di Puglia e Lucania
Foto | © TMNews

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