Rassegna stampa estera: Berlusconi, Ruby e il Bunga Bunga nell’occhio del ciclone

Quale sia il tenore delle reazioni dei quotidiani stranieri allo scandalo Berlusconi – Ruby – Bunga Bunga lo avete già visto nelle puntate precedenti (17, 21 gennaio, 1 febbraio della rassegna stampa estera di polisblog. Nella rassegna di oggi si segnala la presa di posizione senza mezzi termini dell’autorevole quotidiano tedesco Die Zeit: Lo scandalo


Quale sia il tenore delle reazioni dei quotidiani stranieri allo scandalo Berlusconi – Ruby – Bunga Bunga lo avete già visto nelle puntate precedenti (17, 21 gennaio, 1 febbraio della rassegna stampa estera di polisblog.

Nella rassegna di oggi si segnala la presa di posizione senza mezzi termini dell’autorevole quotidiano tedesco Die Zeit:

Lo scandalo è così enorme e il sospetto talmente mostruoso, che le dimissioni del Primo Ministro probabilmente sarebbero inevitabili in qualsiasi altra democrazia europea. Non così in Italia. I sostenitori di Berlusconi hanno trovato la soluzione, dobbiamo riscattare il Paese dai “magistrati che minacciano” la nostra libertà, lo stesso premier ha dichiarato in un videomessaggio il cui aspetto ricorda la fase tarda dell’Unione Sovietica, nel cui ha ricordato al popolo televisivo italiano di non aver mai avuto bisogno di pagare delle donne.

Pochi italiani si soffermano a considerare quanto sia insolito che un uomo in età avanzata si circondi di decine di giovani donne, alcune delle quali prostitute. A parte la perdita di immagine per tutto il suo paese, un capo di governo con una tale concezione del tempo libero diventa ricattabile. “Come può toccarci e governare il giorno dopo?”, si stupisce una ragazza presente alle feste. In questa nuova lotta tra Berlusconi e la magistratura l’”altra Italia” rischia di affondare ancora una volta. E’ l’Italia dei giovani laureati che emigrano in massa verso altri paesi perché nel proprio non vedono nessun futuro. E’ anche il paese che ha più giovani volontari impegnati come nessun altro in Europa. Questa Italia non si sente rappresentata da Berlusconi, ma è ammutolita. Basita di fronte allo spettacolo stridulo e volgare dell’ultima battaglia per il potere, in cui i cittadini sono semplici spettatori passivi, incapaci di alzarsi in piedi e cercare un’alternativa.

In Belgio De Standaard ha ricostruito la storia degli ambigui rapporti tra il Vaticano e Berlusconi:

Il fatto che la Chiesa sia offesa dal comportamento di Berlusconi ha grande importanza politica. L’Italia resta, – almeno in termini culturali, – un Paese profondamente cattolico dell’ Europa meridionale, con il Vaticano, il centro di potere della Chiesa Cattolica mondiale, nel cuore della sua capitale, Roma. Il Vaticano continuerà sempre ad influenzare una grande percentuale dell’elettorato italiano che vota prevalentemente per il centrodestra, e di conseguenza per Berlusconi. Le relazioni tra il Vaticano, la Chiesa italiana e Berlusconi sono quantomeno ambigue e la Chiesa tende a cambiare opinione. Per esempio, a settembre del 2009, Avvenire pubblicò articoli infuocati sul comportamento di Berlusconi e il Vaticano annullò una importante cena tra Berlusconi e Tarcisio Bertone, il numero due in Vaticano dopo il Papa. I giornalisti fedeli a Berlusconi reagirono accusando l’allora direttore di Avvenire di omosessualità. Subito dopo, il direttore si dimise. In seguito le difficoltà vennero appianate. A dicembre dello scorso anno, nel corso della lotta di potere tra il premier e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, la Chiesa italiana si schierò nuovamente e radicalmente dalla parte di Berlusconi. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale italiana, affermò che la scelta a favore del governo Berlusconi (che era sopravvissuto al voto di fiducia per il rotto della cuffia) era ‘una scelta per la stabilità politica’. Alcuni giorni prima del cruciale voto sulla fiducia ci fu anche una cena con Tarcisio Bertone: per l’ennesima volta un chiaro segnale politico senza precedenti da parte del mondo cattolico, stavolta dal Vaticano. Il motivo è molto semplice: la Chiesa sostiene chi interpreta meglio il suo punto di vista sul piano etico (per esempio sull’eutanasia). Il fatto che ora la Chiesa colpisca duramente Berlusconi, potrebbe significare che stavolta quest’ultimo si è spinto ben oltre il limite sul piano morale. Una perdita di sostegno che può costare cara al premier nel caso di elezioni anticipate.

Sul sito dell’olandese RTL, la corrispondente Pauline Valkenet da Roma ha raccontato il disagio di molti italiani di fronte agli ultimi avvenimenti:

Due amici italiani sono appena tornati da una vacanza nello Sri Lanka e l’altro ieri abbiamo pranzato insieme al mare. Mi hanno raccontato che quasi tutti i turisti che hanno incontrato – inglesi, francesi, australiani – hanno iniziato a parlargli di Silvio Berlusconi. “Era così imbarazzante”, ha sospirato Sara. “Nessuno capisce perché abbiamo ancora un premier del genere, e come sia possibile che noi italiani ci facciamo fregare in questo modo. Mi vergogno da morire.” Imbarazzo. Molti italiani ne soffrono e questo sentimento aumenta. Già nel 2009 e nel 2010 abbiamo saputo che le prostitute finivano in massa nel letto di Berlusconi. Ora tutti i giornali sono pieni di dettagli sui festini bunga bunga

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