Amministrative 2011: Bersani annulla le primarie e l’assemblea nazionale e commissaria il partito. La storia del disastro Napoli

Le elezioni primarie di Napoli dovevano essere un momento democratico e di partecipazione popolare alla politica. Si sono trasformate nell’ennesimo disastro del Partito democratico in terra campana, con risse, brogli e zuffe. A cui è seguita, tanto per dare il colpo di grazia, la decisione di annullare le primarie, di rinviare l’assemblea nazionale già programmata


Le elezioni primarie di Napoli dovevano essere un momento democratico e di partecipazione popolare alla politica. Si sono trasformate nell’ennesimo disastro del Partito democratico in terra campana, con risse, brogli e zuffe. A cui è seguita, tanto per dare il colpo di grazia, la decisione di annullare le primarie, di rinviare l’assemblea nazionale già programmata e di commissariare il Partito democratico a Napoli.

Se poteva esserci un epilogo peggiore che non prevedesse spargimento di sangue, non mi viene in mente. E per capire un poco meglio cosa sta succedendo nel Pd e che aria tira a Napoli può esserci utile Il Riformista (quotidiano usualmente non avezzo ad emozionare i lettori): Tommaso Labate ci spiega la Vera storia del caso Napoli.

Nulla di quanto successo ieri tra il Pd nazionale e il capoluogo campano è comprensibile senza il racconto di una telefonata che parte alle 12 di lunedì dal cellulare di Umberto Ranieri. Che compone il numero di Maurizio Migliavacca e gli dice: «Guarda che qui sto facendo una battaglia per la legalità. Devo denunciare pure te?». La storia di un partito che dalla notte tra domenica e lunedì, quando nei seggi delle primarie si stanno conteggiando le ultime schede, è praticamente seduto su una polveriera. Quella nascosta dietro la competizione tra Umberto Ranieri, sponsorizzato praticamente da tutto il gruppo dirigente del Pd, Andrea Cozzolino, fedelissimo di Antonio Bassolino, e gli sparring partner Libero Mancuso, sostenuto da Sel, e Nicola Oddati.


Labate spiega che al di là dei veleni sui brogli, c’è un dato abbastanza sorprendente: Cozzolino costruisce lo scarto finale che lo premierà ai danni di Ranieri (1.200 voti circa) in quattro sezioni. Dei 1.200 voti del seggio di Secondigliano, tanto per fare un esempio, 1.100 sono i suoi. Quindi il problema nascerebbe da una strana concentrazione di preferenze per il vincitore Cozzolino in alcuni quartieri della città.

…il partito nazionale, leggendo i giornali di lunedì mattina, si gode la rappresentazione del Pd che, tra Napoli e Bologna, si gode le primarie vinte ai danni degli uomini di Nichi Vendola. Ma dietro le quinte, anche a Montecitorio, lunedì si consuma un pomeriggio di lunghi coltelli. Enrico Letta, sostenitore di Ranieri e amico personale di Cantone, contatta quasi tutti gli alti dirigenti del Pd e dà voce all’allarme. «Ditelo anche voi a Bersani che, a Napoli, questa situazione non la reggiamo più. Quelle irregolarità sembrano evidenti». Sul piede di guerra ci sono anche Rosy Bindi e Walter Veltroni…

La polveriera Napoli potrebbe non esplodere solo se venisse individuato un candidato a sindaco valido per tutta la coalizione e in grado di far dimenticare lo scempio delle primarie del 23 gennaio, che appare ancora più tragico se paragonato con quanto avvenuto lo stesso giorno a Bologna. Il cerino è stato passato al responsabile Giustizia (una competenza evidentemente necessaria per la situazione) del Pd Andrea Orlando, nominato commissario da Bersani, anche se più che un commissario ci vorrebbe un mago per sanare la situazione (o due battaglioni della Folgore…).

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