Turchia: il governo ammette la morte del terzo ragazzo

Sesto giorno di proteste, mentre si preparano nuove manifestazioni

di guido

12:30 Il governo turco ha ammesso la morte di Abdullah Comert, il ragazzo colpito la scorsa notte ad Antiochia durante gli scontri tra manifestanti e polizia e deceduto nella notte in ospedale. Il vicepremier Bulent Arinc è intervenuto a proposito degli scontri, annunciando anche un’inchiesta per chiarire la dinamica della morte del ragazzo, la terza vittima dall’inizio della rivolta di Gezi Park che si è allargata in tutto il paese. Arinc si è anche “scusato con i manifestanti” vittime di violenze “nei primi giorni”, sostenendo però che la polizia ha fatto il proprio dovere negli ultimi giorni perché “ha subito provocazioni”.

Su Twitter intanto è apparsa questa foto che vede i giornalisti turchi mentre scrivono i loro pezzi indossando maschere antigas.

Turchia: scontri per Gezi Park

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Proseguono le proteste, sale a 3 il numero delle vittime

4 giugno. Nella notte è salito a tre il numero delle vittime negli scontri in Turchia, che proseguono ormai da quasi una settimana. La vittima è Abdullah Comert, un ragazzo di 22 anni deceduto in ospedale dopo essere stato colpito da un colpo d’arma da fuoco durante una manifestazione nel Sud del paese. Secondo un parlamentare dell’opposizione, il ragazzo faceva parte del Partito Repubblicano del Popolo.

Le altre vittime sono Ethem Sarisuluk, morto ad Ankara, anche lui colpito da un’arma da fuoco, e un ragazzo di 20 anni, Mehmet Ayvalıtaş, investito a Istanbul da un taxi che si è lanciato contro la folla di manifestanti. Nonostante questo, e nonostante il premier Erdogan abbia assicurato che al suo ritorno dal Marocco i disordini saranno già finiti, si preparano nuove manifestazioni, e da stamattina presto oltre 200 persone erano ancora radunate a Piazza Taksim, sorvegliate a vista dalla polizia che però non ha superato le barricate.

Intanto cominciano i primi timidi interventi della comunità internazionale. Ieri il Segretario di Stato Usa John Kerry si era detto “preoccupato per l’uso eccessivo delle forze di polizia” nelle manifestazioni e si augurava un’indagine, oggi il ministro degli Esteri tedesco ha invitato i connazionali in Turchia a evitare le zone interessate dalle proteste.

Ieri il presidente turco Abdullah Gul ha ricevuto uno dei rappresentanti dell’opposizione, il leader del Partito Repubblicano del Popolo Kemal Kilicdaroglu, che gli ha espresso preoccupazione per quanto sta accadendo. Gul ha quindi convocato nel palazzo presidenziale il vicepremier Blent Arinc, il più alto rappresentante del governo dal momento che Erdogan è in visita in Marocco. Gul era già intervenuto giorni fa per chiedere uno stop all’inasprimento della forza di polizia contro i manifestanti, ma ovviamente il suo appello era caduto nel vuoto.

Foto © Getty Images – Tutti i diritti riservati
Turchia: scontri per Gezi Park

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