Running: 5 regole per lo stretching

Se vi siete addentrati anche di poco, da un punto di vista teorico e medico-sportivo, nel mondo del running o di qualche altra attività outdoor, vi sarete certo accorti che tra i vari esperti non c’è una vera comunione di idee sullo stretching, a cominciare dal fatto che di stretching non ce n’è solo uno,

Se vi siete addentrati anche di poco, da un punto di vista teorico e medico-sportivo, nel mondo del running o di qualche altra attività outdoor, vi sarete certo accorti che tra i vari esperti non c’è una vera comunione di idee sullo stretching, a cominciare dal fatto che di stretching non ce n’è solo uno, c’è lo stretching dinamico, c’è quello statico, quello balistico, quello propriocettivo ed altri.

Si oscilla da chi promuove lo stretching come panacea e strumento principe di prevenzione e cura degli infortuni, a chi lo considera importante per ogni attività di fitness in quanto diminuisce la rigidità muscolare, a chi pensa che se ne può anche fare a meno limitandolo ad un uso terapeutico, fino a chi pensa che il più delle volte possa contribuire a innescare infortuni.

Poichè al di là di tutte le disquisizioni ci sono certamente modi giusti e modi sbagliati di fare stretching qui diamo solo qualche consiglio in merito:

  • Eseguite gli esercizi a caldo, ossia dopo un riscaldamento, in tal modo le resistenze di muscoli e tendini sono ridotte.
  • Non abbiate fretta, ogni esercizio va eseguito il più lentamente possibile, è un occasione per “sentire” i propri muscoli.
  • Evitate di fare esercizi al freddo o all’umidità.
  • Ricordatevi che non dovete mai raggiungere la soglia del dolore, cercate di fermarvi prima, quando avvertite solo una certa tensione sui tendini
  • Quando negli esercizi mantenete la posizione, fatela durare almeno 20”, in modo da dare ai recettori che si trovano nei muscoli il tempo di “abituarsi” all’allungamento.