La Russa dà dell’ignorante al vescovo di Padova. A ragione

Non potevamo farci mancare una bella polemica sul povero alpino ucciso in Afghanistan, Matteo Miotto. Ad accendere le micce ci ha pensato il vescovo di Padova, Monsignor Mattiazzo, che ha infilato una serie di perle, alcune anche condivisibili molte no. L’alto prelato ha detto di non amare l’esaltazione retorica (e qui siamo d’accordo) e di

di luca17


Non potevamo farci mancare una bella polemica sul povero alpino ucciso in Afghanistan, Matteo Miotto. Ad accendere le micce ci ha pensato il vescovo di Padova, Monsignor Mattiazzo, che ha infilato una serie di perle, alcune anche condivisibili molte no.

L’alto prelato ha detto di non amare l’esaltazione retorica (e qui siamo d’accordo) e di non considerare Miotto un eroe (ci può stare) perché va lì armato (motivazione sbagliata, è un militare, deve andare con mazzi di fiori davanti ai terroristi?). Chiaro che se le si spara così grosse, ci si deve aspettare una risposta facile da parte del Ministro La Russa che traccia un parallelo con i carabinieri che, sempre armati, combattono la delinquenza.

D’altronde è il solito bivio irrisolto della Chiesa, che davanti all’uso della violenza per combattere altra violenza cade facilmente nella trappola del “porgiamo l’altra guancia” in nome di un malinteso buonismo. Quindi il Mattiazzo poteva anche essere perdonato, se non avesse voluto esagerare, calando un altro carico: «Magari poi si scopre che un soldato è morto per una mina fabbricata in Italia…»

Affermazione qualunquista e decisamente fuori tema che gli vale l’epiteto di ignorante da parte di La Russa:

«Non ci sono mine italiane disseminate sul territorio ma Ied, cioè ordigni rudimentali fabbricati in loco. Così, in conclusione, non credo che il vescovo si offenderà se dico che è un ignorante. Nel senso che ignora quel che accade laggiù»

Mattiazzo, ma chi gliel’ha fatto fare? Un bel tacer non fu mai scritto.