Genova, il poliziotto Massimo Pigozzi condannato in Cassazione per gli stupri in questura

Gli stupri avvennero in Questura in un arco di tempo ristretto, nel 2005. Le quattro donne si trovavano in stato di fermo, e quindi in una condizione di totale debolezza, quando Pigozzi approfittò della propria posizione per abusare sessualmente di loro.

E’ diventata definitiva la condanna a 12 anni e 6 mesi di carcere per Massimo Luigi Pigozzi, 46 anni, poliziotto della questura di Genova condannato per lo stupro di quattro donne a ridosso delle violenze di Bolzaneto, violenze per le quali è stato condannato in via definitiva a 3 anni e due mesi di carcere per aver divaricato le dita della mano di un detenuto fino a strappare la carne.

A sancirlo è stata la terza sezione penale della Corte di Cassazione, che ha confermato i due precedenti gradi di giudizio condannando l’uomo in via definitiva: 12 anni e 6 mesi di carcere.

Gli stupri avvennero in Questura in un arco di tempo ristretto, nel 2005. Le quattro donne si trovavano in stato di fermo, e quindi in una condizione di totale debolezza, quando Pigozzi approfittò della propria posizione per abusare sessualmente di loro nella stanza adibita a spogliatoio.

La Corte di Cassazione non ha condannato soltanto il poliziotto stupratore, ma ha stabilito che il risarcimento dovrà essere pagato dallo Viminale. Il motivo è presto detto: se c’è stato lo stupro – e per la Corte di Cassazione c’è stato per ben quattro volte – la colpa è stata anche dello Stato. Dopo i fatti di Bolzaneto, infatti, Pigozzi è stato lasciato al suo posto e ha potuto fare quello che ha fatto.

I giudici della Cassazione hanno deciso di accogliere le richieste del pm e condannare Pigozzi a 12 anni di carcere per le violenze sessuali e a 6 mesi per abbandono del posto di lavoro.