Beppe Grillo sul blog contro Berlusconi e il Presidenzialismo

Il Cavaliere, Napolitano, Enrico Letta, il presidenzialismo, la legge elettorale, la legge sul finanziamento pubblico. Ce n’è per tutti.

Il Presidenzialismo è tema di giornata, e quindi è inevitabile che anche Beppe Grillo dica la sua sull’argomento del quale ciclicamente in Italia si torna a discutere. Il leader del Movimento 5 Stelle ne parla nel suo post quotidiano:

Il presidenzialismo è un’idea di Berlusconi, vuol farsi eleggere presidente-duce d’Italia con l’aiuto delle televisioni che il pdmenoelle gli ha graziosamente lasciato da vent’anni ignorando ogni conflitto di interessi. Mediaset trasmette grazie a generose concessioni governative sulle frequenze nazionali.

Un’idea di Berlusconi, cosa verissima visto che è stato il Cavaliere a portare in Italia il tema. Lo stesso Berlusconi che è il vero capo dell’attuale governo:

Il governo nasce dall’emergenza dei processi di Berlusconi, dell’inchiesta del Monte dei Paschi di Siena, della trattativa Stato-Mafia e sotto la pressione della finanza internazionale. Letta, capitan Findus, fa solo il palo e prende ordini.

Dopodiché si passa dagli attacchi a Berlusconi ai timori che il Movimento 5 Stelle sia vittima di un complotto ordito da Napolitano:

Napolitano, che sabato ha percorso via del Fori Imperiali a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, un’immagine surreale del futuro della Repubblica, ha detto che”Il Governo Letta è un’esperienza a termine”, durerà 18 mesi, quando lui sarà alla soglia dei 90 anni. Mi domando, con quale autorità il presidente della Repubblica definisce la durata di un Governo? E perché 18 mesi?

Ecco, perché 18 mesi? La vulgata vuole che quello sia il tempo considerato giusto per fare le riforme necessarie, per poi tornare al voto. Lo stesso lasso di tempo di cui ha parlato Enrico Letta e che Napolitano, forse in modo improprio, ha ricordato. Ma no, la teoria di Grillo è molto diversa, il tutto è un complotto contro l’M5S.

Da luglio a dicembre del 2014 l’Italia avrà la presidenza del Consiglio dei ministri della UE, in contiguità con le elezioni per il Parlamento europeo, nel giugno 2014, e con il rinnovo della Commissione Europea. Se il M5S si confermasse primo partito con il dissolvimento contemporaneo di pdl, il cui condannato in secondo grado per evasione fiscale potrebbe finire nelle patrie galere, e pdmenoelle, già scisso ufficiosamente in tre tronconi, il presidente della UE potrebbe essere espressione del M5S. Un’ipotesi da scongiurare a qualunque costo.

18 mesi, quindi, necessari per superare il semestre di presidenza europea a governo intatto e scongiurare così il rischio che l’M5S possa esprimere quello che sarà il presidente di turno dell’Ue. D’altronde, spiega Grillo, quello di tenere alla larga il Movimento 5 Stelle da tutte le stanze del potere è una pratica consueta:

Il M5S è stato espropriato di ogni rappresentanza istituzionale, dalla presidenza di Camera e Senato, a quella delle Commissioni parlamentari. Otto milioni di italiani sono a tutti gli effetti considerati extraparlamentari. Senza alcun diritto di rappresentanza. E’ umiliante, vergognoso, antidemocratico. L’Italia non è più una democrazia. Il porcellum, che i partiti a parole vogliono cambiare, è immutato dal 2006 e ogni giorno ci spiegano l’urgenza di una nuova legge elettorale.

E infine, vista la legge che potrebbe passare sul finanziamento pubblico ai partiti – e che in effetti non sembra molto convincente – qualche riga sulla questione:

Pudore? Cos’è il pudore? Prendere per i fondelli i cittadini con una falsa legge per l’abolizione dei finanziamenti pubblici? Letta, prendi appunti: è sufficiente lasciare i soldi dove sono. Il M5S lo ha fatto rinunciando a 42 milioni di euro. Questi pinochettini senza divisa tagliano tutto, scuola, pensioni, sanità, ma non i loro privilegi.