Ore 12 – Berlusconi “resiste”. Ecco perchè gli italiani non gli voltano (ancora) le spalle …

Che succede? Succede semplicemente che Silvio Berlusconi sta sui carboni ardenti ma non si schioda dalla poltrona di Palazzo Chigi e che le opposizioni, Pd in testa, non sanno più che pesci pigliare. E’ vero: la gente sbatte la testa (delusa e incredula) perché non è contenta di quel che più o meno succede nelle

Che succede? Succede semplicemente che Silvio Berlusconi sta sui carboni ardenti ma non si schioda dalla poltrona di Palazzo Chigi e che le opposizioni, Pd in testa, non sanno più che pesci pigliare.

E’ vero: la gente sbatte la testa (delusa e incredula) perché non è contenta di quel che più o meno succede nelle notti “brave” delle ville del Cavaliere. Roba se non proprio da Sodoma e Gomorra, da fiction televisiva che solo a pochi è concesso tradurre nella realtà, grazie al potere e alle montagne di soldi che pochi dispongono e gli altri 60 milioni di italiani non hanno.

E anche se li avessero, tant’è se ne dica, è da dimostrare che si comporterebbero nel modo licenzioso e lussurioso (questioni private sì, ma con incidenza pubbliche) che tutti oramai sanno, ancorati a quella cultura cristiano/cattolica che fa (dovrebbe) fare la differenza nei comportamenti di vita e nel costume.

Ma è altrettanto vero che la gente sbatte la testa (delusa e preoccupata) anche per altri due motivi.

Il primo, perché teme uno stato oppressivo e guardone, una magistratura invadente e giustizialista, una Chiesa coi tribunali d’inquisizione, una politica che brandisce la spada del più gretto filisteismo moralistico contro il proprio nemico.

Il secondo, perché crede che Berlusconi, pur “disonorevole” per certi suoi comportamenti, ha ragione su alcuni questioni di fondo: la libertà, l’anticomunismo e l’antisinistra, il liberalismo e l’antistatalismo, la partitocrazia e la burocrazia, lo svecchiamento del Paese, il modo di fare informale e fuori dai binari.

La gente sa anche che tra il dire e il fare (di Berlusconi) c’è di mezzo il mare. E cioè che, di fatto, poco o niente è cambiato dalla prima Repubblica, se non in peggio.

Allora? Allora si arriva alla questione di fondo. La gente sbatte la testa (delusa di Berlusconi “peccatore”come persona, ma non convinta degli altri, degli avversari del Cav: “progressisti della sinistra criminalizzante, moralistica e teologica) perché non vede l’alternativa, non crede che ci sia oggi un leader, un partito, una coalizione (per i misfatti e gli errori di ieri e per i limiti e le inadeguatezze di oggi) in grado di prendere in mano il Paese.

Tutto qui? Già. Parafrasando Benigni e Troisi: “Non ci resta che piangere”.