Angelino Alfano, ottimista per l’elezione diretta del Capo dello Stato: “Penso che potremo farcela”

Il vice-premier ha risposto alle parole di Enrico Letta.

Per la legge elettorale, che ha praticamente reso privo di valore il voto espresso dagli italiani nelle ultime elezioni politiche, non c’è fretta ma per la riforma dell’elezione del Capo dello Stato, si avverte, invece, una certa urgenza a completare l’operazione.

Dopo l’apertura del premier Enrico Letta, arrivata ieri in occasione del Festival dell’Economia di Trento, il vice-presidente del Consiglio, Angelino Alfano, è ritornato sull’argomento, manifestando un acceso ottimismo. Queste sono state le sue principali dichiarazioni a riguardo, rilasciate alla stampa presente alla classica parata del 2 giugno:

Noi ci abbiamo provato l’anno scorso e purtroppo siamo riusciti solo al senato e non alla Camera. Adesso penso che potremo farcela perché anche da parte del Partito Democratico si stanno aprendo significativi spiragli. Questa sarà anche un’ottima scelta per aumentare l’affetto dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

Alfano ha rivendicato la battaglia già intrapresa nel 2012 per la riforma in questione:

Noi lo diciamo da tempo: siamo assolutamente d’accordo e nel 2012 abbiamo fatto una grande battaglia. La strada giusta è quella secondo cui i cittadini devono poter eleggere il presidente della repubblica. Se viene eletto direttamente dal popolo i cittadini potranno partecipare ad una grande gara democratica come succede in Francia e in America. Gli italiani già guardano con favore a quelle gare democratiche, quando si sceglie il presidente degli Usa o della Francia. Perché non consentirlo anche a loro?

Come ha già fatto Letta ieri, anche Angelino Alfano, infine, si è soffermato sulle priorità di questo governo:

Noi dobbiamo dare lavoro ai giovani e abbiamo una ricetta che può immediatamente offrire la possibilità che questo lavoro si crei, e cioè zero tasse per gli imprenditori che assumono giovani disoccupati. Chi assumerà questi ragazzi non dovrà pagare quelle tasse che fin qui hanno rappresentato un disincentivo all’assunzione. Inoltre, attraverso le politiche fiscali di detassazione, come nel caso dell’eliminazione dell’Imu, o di non appesantimento fiscale, come il non aumento dell’Iva, si può ambire ad una ripresa dei consumi che è capace a sua volta di generare nuova intrapresa. Il terzo ambito su cui puntiamo molto è quello delle semplificazioni. Chi ha degli euro in tasca e vuole investire deve poterlo fare immediatamente senza incorrere nei lacci della burocrazia.

Foto | © Getty Images

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