Mafia: sequestrati beni per 13 milioni tra Agrigento e Trapani

Direzione investigativa antimafia in azione contro i patrimoni di Giuseppe Montalbano di Alcamo e Gioacchino Francesco Cottitto di Palma di Montechiaro.

Beni per complessivi 10 milioni di euro sono stati sequestrati questa mattina dalla Direzione distrettuale antimafia (Dia) di Trapani all’imprenditore Giuseppe Montalbano, 44enne di Alcamo già finto sotto inchiesta alla fine degli Novanta per l’accusa di associazione mafiosa.

Montalbano secondo gli inquirenti si sarebbe infatti speso per agevolare la latitanza di vari boss tra cui il presunto capomafia di Alcamo Vincenzo Milazzo. Lo zio, Nunzio Montalbano, venne ucciso in un agguato di stampo mafioso il 26 aprile del 1991.

Il sequestro del patrimonio è stato disposto della sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani e riguarda 38 fabbricati, 8 terreni, 10 automezzi, 7 quote societarie, 10 depositi bancari e 3 polizze assicurative.

Ancora gli uomini della Dia, sempre stamane, in un’altra operazione antimafia scattata nell’agrigentino, hanno apposto i sigilli a beni per 3 milioni di euro riconducibili a Gioacchino Francesco Cottitto, imprenditore agroalimentare residente a Palma di Montechiaro.

L’uomo, che ha 46 anni, nel 2010 era finito in manette per essere poi condannato a 3 anni di reclusione per intestazione fittizia di beni; un prestanome dei clan insomma. Oggi gli investigatori hanno apposto i sigilli a 28 immobili, 2 ditte individuali, 3 società e diversi conti correnti. Il tribunale ha anche disposto la sospensione di due finanziamenti che erano stati erogati dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo), a favore di Cottitto e di sua moglie, socia di una delle imprese oggetto del provvedimento.

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