D’Alema: togliere i servizi segreti dalla scorta di Berlusconi. Per quella Corte basta la polizia

Le indagini e le intercettazioni che hanno fatto scoppiare il Caso Ruby – Berlusconi iniziano ad avere degli effetti collaterali, oltre allo sputtanamento (scusate il termine) del Bel Paese. Uno di questi riguarda la scorta del presidente del Consiglio: il presidente del Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir), ossia Massimo D’Alema – non fate


Le indagini e le intercettazioni che hanno fatto scoppiare il Caso Ruby – Berlusconi iniziano ad avere degli effetti collaterali, oltre allo sputtanamento (scusate il termine) del Bel Paese. Uno di questi riguarda la scorta del presidente del Consiglio: il presidente del Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir), ossia Massimo D’Alema – non fate quelle facce, in qualche modo deve pur passare il tempo – è arrivato alla conclusione che gli angeli custodi di Silvio Berlusconi sono troppi e anche troppo preparati per quell’incarico.

Tutto parte dalla constatazione che intorno alla Corte di Arcore gira un’umanità molto variegata. A ciò va aggiunto che i 70 uomini dell’Aisi (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna, cioè i servizi segreti) hanno il solo compito di controllare l’esterno delle residenze del premier, dato che all’interno Silvio vuole solo la sua vigilanza privata.

D’Alema, stavolta con qualche ragione, si è dunque chiesto: per quale ragione utilizzare 70 agenti segreti, che costano il doppio di poliziotti e carabinieri, per il solo compito di sorvegliare una recinzione? E lo ha chiesto pure al sottosegretario Gianni Letta, invitato in audizione al Copasir, in attesa che il Principale decida di presentarsi al Comitato.

Foto | Alemaxale
Via | Sole 24 ore


A proposito della scorta di Berlusconi, il quotidiano El País, all’indomani del ferimento del Premier a Milano spiegava: il dispositivo è formato da un pool di carabinieri e guardie del corpo private.

“Ci sono un centinaio di uomini al suo servizio. La maggior parte sono militari, ma il nucleo di fiducia è formato da una quindicina di guardaspalle privati provenienti dalle sue aziende”, spiega un giornalista che segue Berlusconi. “Alcuni hanno lavorato in Mediaset, altri nei supermercati Standa e, comunque, tutti appartengono alla Fininvest. Berlusconi obbliga i servizi segreti a ingaggiarli”.

La scorta funziona come un servizio segreto privato. In alcuni casi, gli uomini di fiducia sono al fianco di Berlusconi da più di 20 anni. “Lavorano con una logica aziendale. Fanno finta di niente quando devono, eseguono quel che decide il capo e non devono rendere conto a nessuno”, indica una fonte di polizia. Alcuni di loro hanno fatto strada. “Il capo della scorta è un uomo di Fininvest”, affermano fonti sindacali.

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