Omicidio Meredith Kercher, processo d’appello: disposta nuova perizia sul coltello

Si è aperto stamattina a Firenze il nuovo processo d’appello per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, unici imputati per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

La prima giornata del nuovo processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher ha fissato due punti principali: la costituzione di Patrick Lumumba come parte civile e una nuova perizia genetica sul coltello rinvenuto a casa di Sollecito.

Partiamo dal primo. Lumumba, ex datore di lavoro di Amanda Knox e da lei in un primo momento accusato di essere l’autore del delitto, ha presentato richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento contro la giovane americana e l’ex fidanzato Raffaele Sollecito e i giudici hanno deciso di accettarla nonostante il parere contrario della difesa.

Amanda Knox è già stata condannata in via definitiva per calunnia, ma Lumumba ha ritenuto opportuno farsi avanti anche in questo procedimento, lamentando di dover ancora ricevere 103 mila euro per coprire le spese legali.

L’altro punto è la disposizione di una perizia genetica sulla lama del coltello sequestrato in casa di Raffaele Sollecito, quello che secondo l’accusa sarebbe stato usato nel delitto. La traccia di DNA sul coltello non è stata analizzata finora perchè ritenuta “in quantità non sufficiente per offrire un risultato affidabile“.

Ora si fa dietro front: dopo due ore di Camera di consiglio i giudici hanno deciso disporre la perizia, che sarà svolta dagli esperti del Ris di Roma e sarà affidata nella prossima udienza, quella di venerdì 4 ottobre.

E’ iniziato il nuovo processo d’appello

È iniziata in questi minuti l’udienza di apertura del nuovo processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher, che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Come previsto, entrambi gli imputati sono assenti (Amanda Knox è rientrata negli Usa e ha fatto sapere di non avere intenzione di tornare in Italia). Presente invece il padre di Raffaele Sollecito, che ha rilasciato alcune dichiarazioni:

Con Raffaele ci siamo sentiti ieri, ci siamo fatti gli auguri. È molto preoccupato, io sono fiducioso. Le affermazioni della Cassazione sono degli errori perché i giudici non hanno avuto completo accesso alle carte. Più noi approfondiamo più emergono elementi che dimostrano la totale estraneità di Raffaele

Al via il nuovo processo d’appello

Si torna in aula domattina, 30 settembre, a Firenze per la prima udienza del nuovo processo d’appello a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, imputati per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa con una coltellata alla gola la notte del 1° novembre 2007 a Perugia.

Sollecito e Knox furono condannati in primo grado rispettivamente a 25 e 26 anni di carcere, ma a sorpresa, il 4 ottobre 2011, furono assolti dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Perugia. Lo scorso marzo il nuovo colpo di scena: la Corte di Cassazione decise di annullare con rinvio quella sentenza di assoluzione, disponendo un nuovo processo d’appello.

Quel fatidico giorno è arrivato. Cambia la corte, stavolta è quella d’Assise d’Appello di Firenze, ma gli imputati restano gli stessi: Raffaele Sollecito, che nel frattempo ha portato avanti la sua personale crociata contro i giudici della Corte di Cassazione e sta raccogliendo fondi per potersi difendere in tribunale, e Amanda Knox, ha già ampiamente anticipato la sua assenza. Non tornerà in Italia, teme di finire di nuovo in carcere per un delitto che non ha commesso.

A sostenere l’accusa, ne avevamo parlato in passato, sarà il sostituto procuratore generale Alessandro Crini, uno tra gli inquirenti che si occupò delle indagini sui delitti del mostro di Firenze. Nel corso dell’udienza di domani la Corte dovrà decidere se accogliere le richieste delle difese dei due imputati, e accettare così nuovi testimoni e nuove perizie, o se procedere con gli elementi raccolti finora.

Ad oggi, lo ricordiamo, l’unico ad essere condannato in via definitiva per la sua partecipazione nel delitto è stato Rudy Guede, l’ivoriano di 27 anni catturato in Germania poche settimane dopo il delitto e ora in carcere per scontare 16 anni di carcere.

Le prossime udienze del processo sono già state calendarizzate e l’ultima, almeno per ora, è fissata per il 26 novembre, giorno indicativo in cui potrebbe essere emessa la nuova sentenza. Questo sempre che non si decida, come chiesto dalla difesa, di riaprire il dibattimento.

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