La visibilità delle donne nel governo Berlusconi IV

Nel nuovo governo Berlusconi sono state nominate ministro quattro donne, di cui due con portafoglio. I dati Bayes-Swarm mostrano la loro presenza sui siti di informazione nella settimana successiva al loro giuramento davanti al Presidente della Repubblica (9-15 Maggio). Nell’osservazione quantitativa dell’attenzione totale riservata dai siti di informazione alle donne di questo governo è certamente


Nel nuovo governo Berlusconi sono state nominate ministro quattro donne, di cui due con portafoglio. I dati Bayes-Swarm mostrano la loro presenza sui siti di informazione nella settimana successiva al loro giuramento davanti al Presidente della Repubblica (9-15 Maggio). Nell’osservazione quantitativa dell’attenzione totale riservata dai siti di informazione alle donne di questo governo è certamente interessante inserire il sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla.

Notiamo subito come il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna abbia ottenuto un’altissima visibilità sul web che supera addirittura la somma delle presenze di tutte le colleghe insieme. Nessuna di quest’ultime, eccetto la Brambilla, che ha ottenuto un successo straordinario rispetto al ruolo istituzionale non di primissimo piano, è presente in modo rilevante.

Significativo è il fatto che tra queste (eccetto Giorgia Meloni, ministro delle Politiche per i Giovani) vi siano coloro che detengono ministeri con portafoglio, quindi con un potere politico ed un ruolo istituzionale maggiore: Stefania Prestigiacomo (Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare) e Mariastella Gelmini (Istruzione Università e Ricerca).

In questo blog è già è stato messo in evidenza come la presenza dei ministri sui siti monitorati da Bayes-Swarm corrisponda alla rilevanza percepita dall’opinione pubblica del loro ruolo e dei temi di cui si occupano combinata con la capacità di essere personaggio.

I dati ci mostrano che per quanto riguarda le donne ha decisamente più influenza quest’ultimo criterio: la Carfagna e la Brambilla hanno non a caso entrambe un passato televisivo e risultano veri e propri personaggi mediatici, tanto da oltrepassare in visibilità anche colleghi uomini con incarichi maggiori.

Sembra quindi che le donne in politica vengano percepite prima come donne e solo dopo come interlocutori politici e che tendano a fare più notizia per l’immagine e la capacità di comunicare, tutte questioni “altre” rispetto alla politica stessa.

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