Rassegna stampa estera: Berlusconi, Ruby e il Bunga-Bunga a processo

Quale pensate che sia stata la reazione della stampa straniera all’improvviso risorgere del caso Ruby – Bunga Bunga – prostituzione minorile? Facile: un’improvviso picco di attenzione nei confronti dell’Italia e del suo premier, coinvolto in accuse sempre più infamanti. Secondo il britannico Guardian ad esempio – che titola “Ruby Rubacuori potrebbe far cadere Berlusconi”, il


Quale pensate che sia stata la reazione della stampa straniera all’improvviso risorgere del caso Ruby – Bunga Bunga – prostituzione minorile? Facile: un’improvviso picco di attenzione nei confronti dell’Italia e del suo premier, coinvolto in accuse sempre più infamanti.

Secondo il britannico Guardian ad esempio – che titola “Ruby Rubacuori potrebbe far cadere Berlusconi”, il processo potrebbe segnare anche un momento di svolta politica:

Ognuna delle accuse lanciate contro Silvio Berlusconi nel corso degli anni sarebbe probabilmente stata sufficiente ad affondare un primo ministro nella maggior parte degli altri paesi. Lo scandalo che sembra poterlo far cadere definitivamente è però forse il più scurrile di tutti. Esso ha infatti come protagonisti una danzatrice del ventre minorenne, osceni party a sfondo sessuale e accuse di abuso di potere nei confronti della polizia.

Anche in Francia Le Figaro vede all’orizzonte grosse grane per il Cavaliere:

Le conseguenze politiche sono disastrose per Silvio Berlusconi. I parlamentari dell’opposizione che pensavano di passare alla maggioranza esitano oggi a “imbarcarsi sul Titanic”. Gianfranco Fini, il suo grande rivale, ritrova vigore e fa, con notevole opportunismo, le lodi dei magistrati, grazie ai quali “la democrazia è credibile”

Un altro giornale britannico, The Independent (che titola sull'”harem di 14 donne di Berlusconi”), ha soppesato tutti i rischi e le opportunità del nuovo scenario:

Nessuno si aspetta veramente che Berlusconi finisca in prigione: i suoi avvocati hanno già dimostrato in passato la loro abilità nel ritardare i processi fino al momento in cui vengono uccisi dalla prescrizione. Ma quello che getta una nuova ombra sinistra su Berlusconi è lo squallore dell’accusa, combinata con un’inedita sicurezza di sé dei procuratori. In assenza di un chiaro successore di Berlusconi, nemmeno l’opposizione vede di buon occhio le elezioni anticipate, ma la sua maggioranza è ormai ridotta ai minimi termini. E il nuovo caso significa che avrà ancora più difficoltà a rafforzarla: per quanto forte sia la sua popolarità residua presso l’italiano medio, un leader sotto processo per sesso con minori è un alleato poco accettabile. Perfino personaggi vicini a Berlusconi ammettono che le accuse a sfondo sessuale potrebbero essere esplosive. Michele Brambilla, molto prossimo a Berlusconi, ha scritto su La Stampa ieri: “L’accusa chiede un processo con rito immediato quando ritiene di avere prove evidenti e definitive, senza che ci sia bisogno di ulteriori indagini o interrogatori”. Se hanno ragione ed effettivamente sono in possesso della “pistola fumante”, ha concluso, “Berlusconi sarebbe nei guai come mai prima”

L’autorevole New York Times, invece, ha chiesto il parere ad alcuni esperti italiani che si sono mostrati molto scettici rispetto alla possibilità che il caso Ruby faccia la differenza:

Precedenti accuse di indecenza non hanno scoraggiato gli elettori che hanno mantenuto Berlusconi in politica per quasi 17 anni consecutivi, e non sembra che sarà quest’ultimo scandalo a causare la sua caduta. “Gli italiani si sono abituati a questo genere di notizie, e quindi anche questa non avrà nessun impatto sull’elettorato che sostiene Berlusconi; aumenterà soltanto la tensione tra lui e la magistratura”, ha dichiarato Roberto D’Alimonte, professore di scienze politiche all’Università Luiss di Roma. “Ne abbiamo viste ormai così tante, l’opinione pubblica pensa che questa sia soltanto una di più” (..). I commentatori affermano (..) che l’opposizione divisa di centro-sinistra non costituisce una vera minaccia per il primo ministro. “E’ ancora in una situazione di relativa forza, e se ci fossero le elezioni domani le vincerebbe comunque, Ruby o non Ruby”, ha affermato il professor D’Alimonte.