Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente, Libano: Hezbollah non appoggerà il nuovo governo Hariri. Ancora senza sbocco la crisi politica in Libano, dopo il ritiro dei ministri dell’ “alleanza dell’8 marzo”, di cui fa parte anche il movimento sciita Hezbollah e di cui abbiamo parlato la scorsa settimana. Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato ieri alla tv

Medio Oriente, Libano: Hezbollah non appoggerà il nuovo governo Hariri. Ancora senza sbocco la crisi politica in Libano, dopo il ritiro dei ministri dell’ “alleanza dell’8 marzo”, di cui fa parte anche il movimento sciita Hezbollah e di cui abbiamo parlato la scorsa settimana.

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato ieri alla tv libanese Al Manar che il “partito di dio” non appoggerà la formazione di un Governo di responsabilità nazionale presieduto da Saad Hariri.

La richiesta di formare un Governo di responsabilità nazionale era stata avanzata la scorsa settimana dal Presidente libanese Michel Sleiman, per evitare di far precipitare il Paese in una crisi politica dagli effetti potenzialmente pericolosi per la sua stabilità. Approfondiamo la questione dopo il salto…

Il vero punto della questione rimane infatti l’atteso verdetto del Tribunale speciale delle Nazioni Unite che sta indagando sull’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005. Nel discorso televisivo di ieri, Nasrallah ha infatti aggiunto che Hezbollah rigetterà il verdetto del tribunale. Il “Partito di dio” è infatti uno dei principali indiziati per l’omicidio dell’ex Premier e, come abbiamo già raccontato, circolano da mesi numerose indiscrezioni sull’incriminazione di alcuni suoi esponenti.

“Nonostante il fatto che rigettiamo l’incriminazione semplicemente perché è politicizzata” ha dichiarato Nasrallah “Il Libano è la nostra patria e siamo interessati alla sua sicurezza e stabilità”. Sembra un modo, non troppo velato, per rassicurare quanti temono che l’incriminazione di membri di Hezbollah possa condurre le milizie del “Partito di dio” a scatenare una nuova guerra civile.

La politicizzazione del verdetto del tribunale è uno dei cavalli di battaglia di Hamas, che lo ha ripetutamente bollato come una cospirazione straniera. Da parte sua, il premier dimissionario Saad Hariri ha sempre rifiutato di cessare di collaborare con la Corte, fatto che ha provocato la fuoriuscita dei ministri del movimento sciita dal Governo.

Nonostante le recenti dichiarazione di Hamas, la formazione del nuovo Governo di responsabilità nazionale dovrebbe avvenire a breve. L’unica certezza in questo momento è che la crisi in corso non è un problema solo libanese, ma rappresenta un punto cruciale nello scacchiere della stabilità del Medio Oriente.

E’ infatti previsto per oggi un incontro per discutere della situazione al quale parteciperanno l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al-Thani, il Premier turco Erdogan e il Presidente siriano Bashar al-Assad, da sempre protettore di Hamas e burattinaio delle sorti politiche del Paese dei cedri.