Delitto Melania Rea, il legale dei tre macedoni: “solo testimoni”

Teramo: l‘avvocato Angelo Cardamone difende i suoi assistiti. “Sono solo testimoni e non hanno nulla da nascondere”

di remar


Il legale dei tre operai macedoni che saranno ascoltati nella prossima udienza del processo per l’omicidio di Melania Rea – imputato il marito Salvatore Parolisi -, precisa: “I miei assistiti chiedono solo di essere lasciati in pace, non hanno chiesto e non vogliono una pubblicità della quale certamente non hanno necessità”.

“Sono persone semplici, lavoratori. Piuttosto, mi preme rimarcare con forza che si tratta solo di testimoni nell’omicidio di Melania Rea, e come tali verranno sentiti il 30 maggio dal gup di Teramo Marina Tommolini“. I tre macedoni, un uomo di 55 anni e i suoi due figli di 29 e 27, sottoposti a prelievo del Dna, sono difesi dall‘avvocato Angelo Cardamone: “Il padre e uno dei due figli si sono presentati ai carabinieri di Ascoli, l’altro figlio in una caserma a Roma, città dove si trova per lavoro. Non hanno nulla da nascondere”.

“Il 18 aprile del 2010, giorno in cui la donna è sparita, si trovavano a Colle San Marco per un lavoro di tinteggiatura in un immobile” – ha spiegato il legale. “Uno dei tre è andato al bar Il Cacciatore per prendere tre caffé, anche per gli altri due, poi è tornato al cantiere. Tutto qui. Non hanno visto nulla, e questo ripeteranno il 30 maggio al giudice”.

“Erano già stati indagati a suo tempo dalla procura della Repubblica di Ascoli e poi prosciolti, poiché è stato accertato con chiarezza che sono tutti e tre estranei all’omicidio della povera Melania” ha detto ancora Cardamone. Secondo cui Tommolini con questa mossa ha voluto “sgombrare il campo da qualsiasi ipotesi alternativa” a quella che vede imputato per omicidio pluriaggravato Salvatore Parolisi.

“Ben venga tutto ciò che può portare chiarezza” ha affermato dal canto suo Mauro Gionni, legale della famiglia di Melania.

Foto | ©TMNews


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