Cozze tossiche, uova alla diossina e altre schifezze: la legge è stata abrogata, non sono più reati

Spesso, vedendo in tv e su internet le immagini di prodotti alimentari avariati, scaduti, pieni di muffa che poi venivano immessi in commercio, ci chiediamo: ma come è possibile che questi animali siano ancora a piede libero? Dove per animali ci si riferisce non tanto alle galline che producono uova alla diossina o ai maiali


Spesso, vedendo in tv e su internet le immagini di prodotti alimentari avariati, scaduti, pieni di muffa che poi venivano immessi in commercio, ci chiediamo: ma come è possibile che questi animali siano ancora a piede libero? Dove per animali ci si riferisce non tanto alle galline che producono uova alla diossina o ai maiali che “forniscono” carne malata o piena di sostanze nocive, quanto piuttosto agli imprenditori che si arricchiscono con questi traffici.

La risposta alla domanda ora è ancora più semplice che in passato e ci arriva dal Corriere della Sera: questa gente è libera e può continuare a vendere vino adulterato, pesce avariato, cozze tossiche e mozzarelle blu perché attraverso il celebratissimo e osannato provvedimento Taglia Leggi è stata abrogata la legge numero 283 del 30 aprile 1962, che prevedeva come pena l’arresto da tre mesi a un anno o multa fino a 46 mila euro.

Difficile ora correre ai ripari: da questo momento, e fino all’entrata in vigore di un’eventuale nuova norma, sarà zona franca. Ieri mattina il procuratore Guariniello ha segnalato il problema al ministro della Salute Ferruccio Fazio, che si è subito attivato per correre ai ripari.

Capito? Il ministro della salute si è accorto adesso che una legge contro le frodi alimentari non esiste più e “correrà ai ripari”. Ma mentre lui sta riparato, chi dovrebbe tutelare i milioni di consumatori che, a differenza degli ignavi parlamentari che ci ritroviamo, non possono cibarsi esclusivamente di prodotti Dop, vini del Reno, salmone selvaggio e astice appena pescato?

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