Legge elettorale: le differenze tra Porcellum e Mattarellum. Perché il Pd si è spaccato

Non solo un sistema elettorale è nettamente migliore dell’altro, ma il Pd sarebbe anche avvantaggiato. Proprio per questo, il Pdl non può permettere che si torni alla vecchia legge che premia i migliori candidati.

La prima cosa da dire è che tra Porcellum, anche con le modifiche che sono state proposte, e Mattarellum c’è una legge che è nettamente migliore dell’altra. Il Porcellum continuerà a essere una legge elettorale dalle liste bloccate, che permette ai soli partiti di nominare i parlamentari. E i cambiamenti che si vogliono apportare hanno il solo scopo di rendere più facile governare a chi vince le elezioni, senza che però si abbia un premio di maggioranza assolutamente sproporzionato. Piccole modifiche, appunto, che non cambiano la sostanza di quella che è una pessima legge elettorale.

Molto meglio il Mattarellum. Il funzionamento si può spiegare in modo semplice: il territorio viene diviso in 475 collegi per la Camera, e in 232 per il Senato. I partiti presentano i loro candidati in ognuno di questi collegi, chi prende la percentuale più alta di voti, conquista il seggio. Il 25% dei seggi viene poi recuperato in modo proporzionale attraverso i “più votati non eletti”. Una legge che premia il deputato migliore invece del partito. E che lo lega a doppio filo ai suoi elettori, visto che è stato un determinato territorio ad eleggerlo, e la “gratitudine” andrà agli elettori, non al segretario di partito.

Questo per dire che nella spaccatura nel Partito Democratico tra chi vuole il Mattarellum e chi vuole il Porcellum non ci sono diverse correnti di pensiero su quale legge elettorale sia la migliore, ma solo calcoli politici (da entrambi i lati, ovviamente). Soprattutto se si considera che una legge come il Mattarellum avvantaggerebbe parecchio il Pd, che – come si è visto nelle ultime amministrative – viene sempre premiato quando c’è da scegliere direttamente un candidato per il territorio. Ma proprio qui sta il punto: il Mattarellum avvantaggerebbe il Pd. A scapito del Pdl, che ha nella presentazione dei candidati il suo punto debole.

E siccome al governo Pd e Pdl ci stanno insieme, il Mattarellum non si può certo proporre come nuova legge elettorale, perché farebbe saltare il governo. Meglio allora, in pieno stile democristiano, tirare a campare con un Porcellinum leggermente modificato che consenta a entrambi i partiti di dire “abbiamo fatto la riforma” senza che in verità siano davvero cambiate le cose. Opzione che va bene agli esponenti del Pd che sperano che il governo di larghe intese duri abbastanza a lungo.

La parte di Pd che invece non ha tutto questo terrore delle urne, ovviamente capitanata a distanza da Matteo Renzi, spinge per il Mattarellum, consapevole che può essere l’arma giusta per far cascare il governo. Certo, se casca il governo è difficile che si riesca a fare una riforma qualunque della legge elettorale, a meno che non ci si metta di mezzo il Movimento 5 Stelle.

E quindi? Porcellum modificato o Mattarellum? Dipende solo da quali sono gli obiettivi politici dei giocatori in campo, rappresentati schematicamente da Enrico Letta – l’uomo delle larghe intese – e Matteo Renzi – l’uomo che vuole prendersi partito e prossimo governo. Il fatto che uno opti per una legge elettorale pessima e l’altro per una legge elettorale nettamente migliore è solo un caso. O meglio, solo un calcolo politico.