M5S | Stefano Rodotà contro Beppe Grillo: “Troppi errori” (VIDEO)

Il costituzionalista critica il Movimento 5 Stelle e la strategia di Grillo e Casaleggio in un’intervista al Corriere: “Non ce la si può prendere con gli italiani, sono gli stessi che li hanno votati alle Politiche”.


Prima Milena Gabanelli, che vince le quirinarie del Movimento 5 Stelle salvo poi mandare in onda servizi ipercritici dell’M5S mettendoci anche del suo (“la rivoluzione degli scontrini” è farina del suo sacco), ora è la volta di Stefano Rodotà: l’uomo che Grillo e i suoi avevano ufficialmente candidato e votato come Presidente della Repubblica dopo la rinuncia, appunto, di Gabanelli e di Gino Strada. Che succede?

Le parole del costituzionalista e più volte parlamentare Pds arrivano in seguito alla batosta presa dall’M5S alle ultime amministrative, in un’intervista al Corriere. E che dice Rodotà? Che la rete da sola non basta, che serve un cambio di passo, che non ce la si può prendere con gli italiani se il movimento perde voti e parecchie altre cose. Andiamo per stralci.

“Non voglio dire che lo prevedevo. Ma non sono affatto sorpreso. Per due ragioni. La prima è politica: hanno inciso sul voto i conflitti, le difficoltà e le polemiche di queste settimane. La seconda è che avevo detto che la parlamentarizzazione dei 5 Stelle non sarebbe stata indolore. E così è stato”.

Troppe polemiche nel Movimento 5 Stelle, che stanno creando una fronda di dissidenti, ma soprattutto l’inevitabile scotto dell’entrare nei palazzi del potere. E inoltre, la fissazione per la rete:

La rete da sola non basta. Non è mai bastata. Guardiamo l’ultima campagna elettorale: Grillo è partito dalla rete, poi ha riempito le piazze reali con lo tsunami tour. Ma ha ricevuto anche un’attenzione continua dalla televisione. Se si vuole sostenere che c’è una discontinuità radicale con il passato non è così: anche per Obama è stato lo stesso. Si parte dalla rete, ma poi si va oltre”.

E invece Grillo & Casaleggio hanno continuato nella loro fede nei confronti del web, a scapito, forse, di quel porta a porta che tanto più in elezioni amministrative è indispensabile. Gli errori, quindi, sono anche di comunicazione:

Sono stato molto colpito dalle dichiarazioni avventate del candidato 5 Stelle di Roma: si è lamentato perché i media non gli avevano dedicato abbastanza attenzione. Ma come? Non era stata teorizzata l’insignificanza dei vecchi media? Servono ancora, come serve l’insediamento a livello locale. Il candidato sconosciuto della rete si trova in difficoltà rispetto a chi ha una forte presenza territoriale. Non è un caso che il partito che ha tenuto di più in queste elezioni sia stato il Pd, nonostante la forte perdita di voti

Quindi, per Rodotà la colpa del flop a Cinque Stelle è causata da: zero radicamento sul territorio, troppa fiducia nella rete, l’inevitabile fatica seguita all’ingresso in Parlamento. Per Grillo, invece, la colpa è degli elettori:

L’ho sentita troppe volte questa frase. Elettori immaturi, che non capiscono. Si dice quando si vuole sfuggire a un’analisi. Ma erano gli stessi elettori che li hanno votati alle Politiche. È una reazione emotiva, una spiegazione che non spiega nulla

E adesso?

Ora Grillo e Casaleggio devono rendersi conto che siamo entrati in una fase nuova e che quello che ha determinato il successo non è un ingrediente che può essere replicato all’infinito. Per esempio: alle Europee cosa faranno? Una campagna fortemente antieuropeista, come Berlusconi? Sarebbe un rischio enorme. Cresce enormemente la responsabilità della sinistra