Forlì: maxi frode fiscale con esportazioni fittizie di cellulari a San Marino

Sette gli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e ostacolo alle funzioni di vigilanza.

Una frode fiscale da 155 milioni di euro nel settore della telefonia mobile è stata scoperta dalle Fiamme Gialle di Forlì. Sette persone sono state denunciate, tra loro i dirigenti di una società leader del settore.

Le indagini hanno preso piede dopo una verifica fiscale a un’azienda di Forlì che commercializzava telefoni cellulari.

La Guardia di Finanza ha così ricostruito le esportazioni fittizie verso San Marino con le fatture di vendita che certificavano 1 milione e 200mila telefonini esportati in due anni nella Repubblica del Titano, che però ha solo 30mila abitanti.

I cellulari venivano esportati a San Marino solo sulla carta per essere poi reintrodotti in Italia, sempre e solo sulla carta, per neutralizzare l’Iva (il cosiddetto lavaggio dell’imposta) e immetterli in commercio a un prezzo molto più economico rispetto alla concorrenza.

Gli indagati dovranno rendere conto, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e ostacolo alle funzioni di vigilanza da parte dell’autorità preposta. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Forlì Sergio Sottani e dal sostituto Filippo Santangelo.

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