Ore 12 – Fare la “mosca cocchiera” paga: Matteo Renzi primo sindaco d’Italia

Parlare fa bene all’homo politicus. “Sparlare” fa ancora meglio. Specie se i fiumi di parole diventano grandinate di fulmini contro il proprio partito. E ancor meglio fanno i “traversi”, apparentemente sbandate incontrollate ma, invece, sbandate programmate e oculatamente gestite. E’ la politica/spettacolo, bellezza! La politica in mano alla comunicazione. Fai qualcosa, anche di tremendamente sbagliato,

Parlare fa bene all’homo politicus. “Sparlare” fa ancora meglio. Specie se i fiumi di parole diventano grandinate di fulmini contro il proprio partito.

E ancor meglio fanno i “traversi”, apparentemente sbandate incontrollate ma, invece, sbandate programmate e oculatamente gestite.

E’ la politica/spettacolo, bellezza! La politica in mano alla comunicazione. Fai qualcosa, anche di tremendamente sbagliato, ma fallo! Certo, si alza il polverone, confondendo il consenso con la popolarità, scambiando i sondaggi drogati da spunti di cronaca “pompata” con la dura realtà delle urne. Tant’è.

Prendete Matteo Renzi: il Governance Poll 2010 realizzato da IPR Marcketing per il Sole 24 Ore gli dà la palma del sindaco più amato d’Italia.

Paga, evidentemente, fare la “mosca cocchiera” , dimostrare frivola insolenza, pretendere la “rottamazione” del gruppo dirigente di cui fai parte e a cui devi (quasi) tutto, andare dal Cavaliere ad Arcore col cappello in mano, sputare sentenze.

Che dite? Firenze sepolta e bloccata sotto un palmo di neve? Che c’entra! Quelle sono questioni da … sindaco.

Comunque, complimenti a Renzi per la fascia tricolore number one. Berlusconi porta fortuna: basta toccarlo come un amuleto. Poi tocca agli italiani (fiorentini e toscani compresi) pagare il conto del berlusconismo.