Baby rapinatori traditi da internet

È il caso di dire: com’è piccolo il (cyber)mondo. Tre minori, due ragazzi ed una ragazza, dopo aver rapinato due coetanei su un autobus a Milano erano riusciti a fuggire senza lasciar traccia. Poteva finire lì, come tante rapine di autori senza nome. Potevano godersi in santa pace il “ricco” bottino, qualche euro ed un

di luigi10

È il caso di dire: com’è piccolo il (cyber)mondo. Tre minori, due ragazzi ed una ragazza, dopo aver rapinato due coetanei su un autobus a Milano erano riusciti a fuggire senza lasciar traccia. Poteva finire lì, come tante rapine di autori senza nome. Potevano godersi in santa pace il “ricco” bottino, qualche euro ed un paio di occhiali, e la “soddisfazione” di aver malmenato due ragazzi indifesi.

Chi poteva pensare che proprio nel cyberspazio, dove milioni di persone di tutto il mondo si muovono in perfetto anonimato, dove esiste una moltitudine di siti ed hai una possibilità su un miliardo di essere riconosciuto da una persona che ti ha visto per pochi minuti, dovessero crollare i loro sogni di gloria? Eppure è la storia di Luca T. e Lofti J., due dei tre teppisti che nel tempo libero frequentano un istituto tecnico industriale. Sono stati riconosciuti dalle loro vittime, Riccardo e Gabriele di anni 15, mentre curiosavano tra le foto pubblicate sulla community di netlog.

Entrambi gli aggressori, convocati presso il commissariato Sempione hanno confessato, ma fedeli al codice d’onore delinquenziale, che pare sia più facile da apprendere rispetto alle regole del vivere civile, hanno taciuto sull’identità della complice.

L’allarme sociale deriva dal numero crescente di minori che delinquono. Si dedicano a reati di quaslsiasi tipo e, sempre più spesso, agiscono per futili motivi. Una vera e propria piaga è anche l’aspetto associativo tra minori, il fenomeno delle baby gang conta circa 24mila reati l’anno in Italia, sui 40mila complessivi commessi da minori. Ma i genitori dove sono?

Via| rainews24.it
Foto di: Svi