Clan Li Bergolis-Pacilli, Foggia: 18 arresti per mafia

Mafia garganica: tra i 18 arrestati c’è anche un maresciallo dei carabinieri. Avrebbe aiutato il super latitante Giuseppe Pacilli.


Colpo al clan Li Bergolis-Pacilli, attivo tra Monte Sant’Angelo e Manfredonia e con proiezioni criminali in tutta l’area garganica. Diciotto persone sono state arrestate questa mattina dalla polizia di Foggia con le accuse di estorsione, detenzione abusiva di armi e favoreggiamento personale, tutti reati aggravati dalle finalità mafiose.

Gli inquirenti ritengono di aver ricostruito la struttura e le attività criminali del sodalizio mafioso Li Bergolis-Pacilli che tra Monte Sant’Angelo Mafredonia e San Giovanni Rotondo, taglieggiava imprenditori edili e commercianti, tre dei quali hanno denunciato le estorsioni di cui erano vittime.

Tra i destinatari della misura cautelare c’è anche un maresciallo dei carabinieri di Foggia. Per gli investigatori della polizia avrebbe favorito la latitanza del presunto boss Giuseppe Pacilli, 40 anni, arrestato a maggio dell’anno scorso “in casa” a Monte Sant’Angelo, dopo una latitanza di due anni. Era tra i 30 ricercati di massima pericolosità.

Pacilli, detto Peppe u’ Montanar, dopo la cattura di Franco Li Bergolis secondo le indagini aveva via via assunto un ruolo di preminenza nel clan fino ad assumerne la guida.

Il clan Li Bergolis è stato contrapposto dalla fine degli anni ’70 agli Alfieri-Primosa – in quella che è nota come la faida del Gargano – e negli ultimi anni al clan Romito, un tempo alleato. Gli ultimi omicidi “eccellenti” tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Prima viene ucciso Francesco Li Bergolis, qualche mese dopo ad essere assassinato è Michele Alfieri.

Foto | ©TMNews

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