Lula dice no all’estradizione di Battisti. L’ignobile lezioncina del Brasile all’Italia

Ci sono casi in cui una questione non può essere trattata in modo asettico, citando la semplice cronaca. E questo è uno di quei casi. La decisione del presidente Lula di avallare l’orientamento già espresso dall’Avvocatura generale dello Stato e negare l’estradizione di Cesare Battisti in Italia è una vergogna. E lo è prima di

di luca17


Ci sono casi in cui una questione non può essere trattata in modo asettico, citando la semplice cronaca. E questo è uno di quei casi.

La decisione del presidente Lula di avallare l’orientamento già espresso dall’Avvocatura generale dello Stato e negare l’estradizione di Cesare Battisti in Italia è una vergogna. E lo è prima di tutto nella motivazione: il pericolo di incolumità corso dal terrorista nel nostro paese. Come se fossimo ancora sotto il fascismo. Come se fossimo una dittatura.

Ma non è tutto. La vergogna si estende anche ai metodi. Lula è infatti dimissionario e ha assunto questa come l’ultima decisione del suo mandato, prima di lasciare il posto alla subentrante Dilma Rousseff che aveva già dichiarato di essere invece favorevole all’estradizione.

Battisti, ricordiamolo, è un assassino. Un uomo – se questo termine si può ancora utilizzare per un fuggiasco vigliacco che fino al 2007 non aveva fatto un giorno di galera – che ha ucciso un innocente come l’orefice Torregiani. E che ha indirettamente causato l’infermità del figlio, copito da un proiettile vagante esploso dalla pistola del padre nel tentativo di difendersi.

E bene ha fatto il Partito Democratico a far sentire la sua voce, unendosi al Governo contro questa decisione inqualificabile. E benissimo fa Alberto Torregiani stesso a chiedere il boicottaggio e a tenere viva l’attenzione indicendo una manifestazione silenziosa e apolitica davanti all’ambasciata brasiliana.

Battisti dovrà infatti rimanere in carcere fino a febbraio, in attesa della decisione finale del Supremo Tribunal Federal di Brasilia. La speranza è che per allora si sia creato un clima meno livoroso e più giusto, che consenta finalmente di far pagare al pluriomicida (ricordo che sono 4 le persone assassinate da questo pseudo-scrittore, come qualcuno ama definirlo) il fio delle sue colpe sanguinarie.

O chiedere giustizia è troppo?

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