Elezioni Comunali 2013 Siena: il Pd resiste nonostante Mps, e il candidato M5S si sfoga

Michele Pinassi se la prende con i suoi concittadini

di guido

Siena doveva essere la nuova Parma: era la speranza dei simpatizzanti del Movimento 5 Stelle e il timore non confessato degli altri partiti, soprattutto del Pd che nel capoluogo toscano ha una lunga e salda tradizione di governo. Ma lo scandalo del Monte dei Paschi, che ha coinvolto non solo la precedente giunta Ceccuzzi ma anche il Pd a livello nazionale, aveva messo in dubbio la tenuta del partito. Era lecito quindi aspettarsi l’exploit del Movimento 5 Stelle, visto che i grillini hanno fatto del caso Mps un loro cavallo di battaglia e che lo stesso Beppe Grillo si era presentato all’assemblea dei soci della banca.

Insomma, una speranza di vittoria neppure troppo nascosta visto che nei giorni scorsi il candidato M5S a sindaco, Michele Pinassi, scriveva su Facebook “Sostituite Parma con Siena”. Ma, ora che i dati del primo turno sono definitivi, si può dire che Siena è ben lontana dal diventare la “nuova Stalingrado” grillina. Il candidato Pd ha conquistato il 39,54% dei voti, pochissimo considerando che solitamente il centrosinistra vince al primo turno con percentuali bulgare a Siena, ma quanto basta per arrivare al ballottaggio e guardare con ottimismo al risultato finale. Con lui al secondo turno se la vedrà Eugenio Neri, candidato da una serie di liste civiche vicine al centrodestra. Terzo classificato, il candidato dell’estrema sinistra Laura Vigni con il 10,29%. E Pinassi? Il candidato grillino è arrivato solo quarto, con l’8,56%, stessa percentuale conquistata dal M5S.

Insomma, una piccola rivoluzione c’è stata – era da vent’anni che Siena non andava al ballottaggio per le comunali – e l’effetto Mps si è fatto sentire portando il Pd ai minimi storici, ma l’elettorato senese non si è fidato del Movimento 5 Stelle e Pinassi non ha replicato l’exploit di Pizzarotti a Parma, quando i grillini avevano approfittato di un’altra grave crisi amministrativa per superare destra e sinistra.

E Pinassi non l’ha presa bene. Il Corriere Fiorentino riporta una serie di commenti piuttosto negativi nei confronti dei suoi concittadini: “Siena è una città che non vuole rinunciare alle rendite di posizione” e ancora, “Che schifo. Speravamo in un minimo di riconoscenza, invece niente. Neppure un grazie. Dal pensionato allo studente che trova il locale in affitto, non si salva nessuno“. Toni ben diversi da quelli dei giorni scorsi, quando su Facebook e Twitter ringraziava tutti per l’impegno e si profondeva in “Siete fantastici!”. E alla vigilia del voto, sul suo blog, raccontava che dopo “mesi di campagna elettorale” il “Partito unico” di centrodestra e centrosinistra tremava davanti al M5S. E, con toni apocalittici, paragonava le elezioni ai grandi avvenimenti storici che hanno caratterizzato Siena, dalla peste del 1358 alla fine della Repubblica del 1555, e concludeva:

Il 2013 potrà passare alla storia come l’anno del definitivo tramonto della Città

Foto © Getty Images

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