L’accordo Fiat-sindacati per Mirafiori. Capestro o ancora di salvezza?

Passati i bagordi del Natale torniamo alle cose serie. L’accordo voluto da Marchionne è firmato dai sindacati in conventio ad excludendum della Fiom è ormai chiuso e sul tavolo. Potete analizzarne tutti i dettagli più significativi qui.Mettiamo subito sotto la lente le due particolarità forse più significative; la questione dell’assenteismo – al centro di un

di luca17


Passati i bagordi del Natale torniamo alle cose serie. L’accordo voluto da Marchionne è firmato dai sindacati in conventio ad excludendum della Fiom è ormai chiuso e sul tavolo. Potete analizzarne tutti i dettagli più significativi qui.

Mettiamo subito sotto la lente le due particolarità forse più significative; la questione dell’assenteismo – al centro di un lunghissimo braccio di ferro, durato anni – e il tentativo di superamento dello storico ostracismo Fiom-Cgil.

Il primo punto prevede dunque che al superamento di una media troppo elevata di assenteismo (a giudizio soggettivo, dal 6% immediato al 3,5% nel 2013) si comincerà a non pagare i giorni di malattia precedenti quelli di riposo/ferie. Sempre fatti salvi i casi di malattie gravi. È un inizio anche se la norma è perfettibile. Inutile che i contrari obiettino che decide il medico se il lavoratore è malato non l’azienda, perché sanno benissimo che i medici sono compiacenti e firmano un certificato a chiunque dichiari di avere l’influenza anche senza vederlo.

Semmai si potrebbe cercare di penalizzare per primi coloro che hanno accumulato più giorni di malattia (sempre non grave/evidente) nel computo totale dell’anno, ma in ogni caso si tratta di un bell’incentivo a non fare i furbi, ed è forse la prima volta che viene accettato questo principio anche dalla controparte.

Molto controversa invece la sezione riguardante i sindacati stessi. Solo i sindacati firmatari possono nominare dei rappresentanti aziendali. I sindacati che sciopereranno contro l’accordo potranno essere puniti con l’annullamento dei permessi. Idem per i lavoratori che firmano. Una volta apposta la firma non possono più scioperare contro l’accordo pena il licenziamento (e questo ci può anche stare).

Quello che lascia perplessi, e che la leader Cgil Camusso ha duramente attaccato, è il modo trovato per tagliare fuori la Fiom con la scusa che l’accordo non aderisce al sistema confindustriale. Certo, Fiom-Cgil ha gravissime colpe date dall’aver sempre e solo massimalizzato senza mai cercare di capire le logiche di un sistema globalizzato in cui l’azienda può semplicemente andarsene all’est o in Asia chiudendo tutto e stop. Però buttarla fuori così, stabilendo che “solo i sindacati firmatari possono nominare dei rappresentanti aziendali, mentre i sindacati che sciopereranno contro l’accordo potranno essere puniti con l’annullamento dei permessi” lascia un po’ d’amaro in bocca.

Molto discutibile infine il nuovo regolamento orario, con turni di 10 ore più una eventuale aggiuntiva di straordinario. Questo porta sì a un incremento di paga, ma i contrari pongono anche e giustamente l’accento sui pericoli per la salute.

Vi chiediamo di commentare l’accordo senza preclusioni di parte, ma analizzando sinceramente le esigenze del mercato, dell’azienda e dei singoli lavoratori.