Milan Rugby, creare una leggenda e distruggerla in un attimo. Esempio negativo di imprenditoria sportiva (2)

Ma il Milan Rugby è anche la dimostrazione che, oltre ai soldi, servono la passione, l’amore per questo sport, e che serve un lavoro costante, senza distrazioni e senza altri progetti. Nel 1997, infatti, la Polisportiva Milan inizia a venir lasciata andare. Troppo costosa, troppo pochi ritorni economici e mediatici, poco interesse da parte degli

Ma il Milan Rugby è anche la dimostrazione che, oltre ai soldi, servono la passione, l’amore per questo sport, e che serve un lavoro costante, senza distrazioni e senza altri progetti. Nel 1997, infatti, la Polisportiva Milan inizia a venir lasciata andare. Troppo costosa, troppo pochi ritorni economici e mediatici, poco interesse da parte degli (o del) investitori.

Insomma, fatta una macchina invincibile, in un attimo venne distrutta. Il rugby milanese visse ancora un paio d’anni, in una specie di limbo o meglio di stato comatoso, fino al 1999, quando i titoli sportivi vennero venduti senza scrupolo al Calvisano, creando una nuova, importante, realtà rugbistica. Silvio Berlusconi e Mediaset/Fininvest procurarono un terremoto in tutto il rugby italiano, prima investendo cifre mai viste, anticipando il professionismo che sarebbe nato da lì a poco, dominando con una squadra invincibile e piena di campioni fantastici. E poi, buttando il giocattolo a mare, distruggendolo e lasciando solo le macerie. Quindi, il rugby, nelle grandi metropoli è impossibile? La risposta è no. Il Milan Rugby, come altre realtà lungo la penisola, dimostra che se si vuole, se si ha la voglia di scommettere sul rugby, se si vuole creare una realtà ci sono i mezzi, le strutture e i tifosi ansiosi di innamorarsi di un nuovo sport e di una nuova squadra. L’importante è che a capo di questa avventura vi sia qualcuno che lo fa per amore di questo sport. Che lo faccia al 100%, senza distrazioni, senza pensare a introiti e ritorni simili al calcio, e senza altre aspettative per il futuro. Il Milan Rugby nonostante sia sopravvissuto a se stesso quattro anni, è veramente morto nel 1995, proprio un anno dopo che il suo mecenate è sceso in politica. L’esperienza del Milan rugby è stata entusiasmante e devastante, è stata importantissima per il rugby italiano e al tempo stesso è stata una piaga per la palla ovale nazionale. E dimostra che anche nelle grandi città si può creare qualcosa di grande. Ma serve un impegno serio, a lungo termine e non dev’essere solo un giochino da creare e distruggere solo per il piacere di sentirsi il demiurgo, sempre e comunque. (continua…)

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