Mercoledì 22 la prossima manifestazione anti-Gelmini. Che fare?

L’Unione degli Studenti ha annunciato per dopodomani, mercoledì 22 dicembre, la prossima manifestazione di protesta contro la Riforma Gelmini. La data coincide col voto del Senato sul Ddl della riforma universitaria ed è quindi ovvio che l’obiettivo del corteo sarà nuovamente Palazzo Madama. Ora, posto come si è visto che la componente realmente studentesca (nel

di luca17


L’Unione degli Studenti ha annunciato per dopodomani, mercoledì 22 dicembre, la prossima manifestazione di protesta contro la Riforma Gelmini. La data coincide col voto del Senato sul Ddl della riforma universitaria ed è quindi ovvio che l’obiettivo del corteo sarà nuovamente Palazzo Madama.

Ora, posto come si è visto che la componente realmente studentesca (nel senso di chi apre i libri per studiare) della manifestazione è minima e che le frange violente sono composte perlopiù da ultrà del pallone, appartenenti a centri sociali e balordi di varia natura, come si può fare per evitare il ripetersi di uno spettacolo indegno come quello del 14 dicembre?

La proposta di Gasparri di effettuare degli arresti preventivi è inattuabile e populista, almeno quanto l’umoristico commento di Vendola che parla di fascismo come la massaia delle barzellette parla di detersivi. La stessa proposta di Maroni di estendere il Daspo – la legge in vigore contro gli ultrà – è probabilmente irrealizzabile, anche se potrebbe essere un inizio, se applicata con un certo criterio.

Per studiare una soluzione analizziamo le “concilianti” parole della stessa Unione degli Studenti: «Quel che è successo il 14 non ci ha fermato. Il nostro obiettivo saranno i palazzi del potere, la zona rossa. Sarà un assedio.»

Benissimo. A fronte di una dichiarazione così violenta da parte di chi vuole giocare alla guerra basta semplicemente non concedere l’autorizzazione alla manifestazione, levando così il giocattolo di mano al bambino “rivoluzionario”. Ci sono gravi motivi di ordine pubblico che lo impongono, e anche il sacrosanto diritto dei romani di dedicarsi allo shopping natalizio, oltre che dei commercianti di beneficiarne.

Certo, una minoranza potrebbe decidere di manifestare comunque, ma sarebbe molto più controllabile e meno a rischio di infiltrazioni violente. Inoltre eviteremmo il penoso spettacolo bellico che abbiamo offerto al mondo in occasione del voto di fiducia.

Troppo semplice? Sì. Infatti non si farà, anche grazie alla solita copertura fornita dalla sinistra alle violenze di piazza (e l’ex-poliziotto Di Pietro? Stranamente defilato in questo dibattito, vero?)

E visto che non si farà almeno si conceda l’uso degli idranti alle forze di polizia per difendere la cosiddetta zona rossa. Chissà che una bella doccia a zero gradi non insegni qualcosa agli sfaccendati lanciatori di bombe carta contro gente che ogni giorno rischia la vita per poco più di mille euro al mese.

Vi lascio con le parole di Pasolini sui disordini di Valle Giulia (1968):

“Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri… « A Valle Giulia, ieri si è così avuto un frammento di lotta di classe: e voi amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi. Mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi ai poliziotti si danno i fiori, amici. »

E in questo caso non siete nemmeno così sicuri di avere ragione, aggiungo…

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