Ore 12 – Cortei o corride? Bravi ragazzi o teppisti?

In effetti certe questioni sono meno complesse di quel che appaiono o di come vengono presentate. Siccome si ripeteranno presto, torniamo sui fattacci di martedì scorso a Roma, fino alla scarcerazione dei fermati. Primo. La magistratura non può essere valutata a seconda delle convenienze politiche: buona e democratica se tocca Berlusconi, cattiva e fascista se

In effetti certe questioni sono meno complesse di quel che appaiono o di come vengono presentate. Siccome si ripeteranno presto, torniamo sui fattacci di martedì scorso a Roma, fino alla scarcerazione dei fermati.

Primo. La magistratura non può essere valutata a seconda delle convenienze politiche: buona e democratica se tocca Berlusconi, cattiva e fascista se mette dentro i giovani facinorosi che incendiano una città. Insomma: le sentenze vanno rispettate, sempre. Il garantismo astratto è dannoso: chi viola il codice penale deve andare in galera.

Secondo. Il diritto a protestare e a manifestare non si tocca, sancito anche dalla Costituzione.

Terzo. La violenza non è mai ammessa, per nessun motivo, va rifiutata e perseguita con il massimo rigore.

Quarto. Chi organizza un corteo deve essere in grado di garantirne uno svolgimento pacifico, con servizio d’ordine capace di non ammettere interferenze di infiltrati e violenti. Alle forze dell’ordine spetta garantire l’ordine pubblico.

Quinto. La polizia italiana non è la Gestapo di Hitler o la Gpw di Stalin, ma un corpo democratico dello Stato democratico. Se ci sono atti fuori da regole e leggi costituite, i responsabili vanno identificati e puniti, a tutti i livelli.

Sesto. La non politica del movimento. Questi e altri movimenti insistono nel definirsi “non politici” per non farsi strumentalizzare. Uno sciopero, una manifestazione, un corteo sono sempre atti politici con conseguenze politiche. Prendersi le proprie responsabilità ed essere capaci di “sporcarsi” le mani con la politica e cercare alleanze sociali.

Conclusione. Il limite di fondo sta nella politica, (governo in primis) – strumentalizza i fatti – latitante nel non affrontare e risolvere i problemi che portano alle preteste e incapace di essere presente nella lotta. In qualsiasi lotta, non solo quella degli studenti.