Polo della Nazione: e Fini morì democristiano

Si nasce incendiari, si muore pompieri. Così recita un antico proverbio che il Presidente della Camera deve aver preso molto a cuore. Da oggi infatti ne è l’incarnazione vivente, grazie alla nascita ufficiale del terzo polo e alla sua confluenza immediata in esso. Non più Partito della Nazione – quello fondato dal lungimirante Casini qualche

di luca17


Si nasce incendiari, si muore pompieri. Così recita un antico proverbio che il Presidente della Camera deve aver preso molto a cuore. Da oggi infatti ne è l’incarnazione vivente, grazie alla nascita ufficiale del terzo polo e alla sua confluenza immediata in esso.

Non più Partito della Nazione – quello fondato dal lungimirante Casini qualche mese or sono, ma “Polo”, secondo la moda vigente. Dentro, di tutto: da Fini a Rutelli, da Lombardo a Daniela Melchiorre, ultimamente onnipresente al fianco di Pierferdi; che stia nascendo un amore? (politico, s’intende).

Idee? Poche. Quelle dell’Udc, con una spruzzata di sicilianismo autonomista, un po’ di sano populismo e Rutelli. Ru-tel-li. L’uomo che ancora ci devono spiegare come sia stato preferito ad Amato per subire una clamorosa scoppola elettorale dal centrodestra. A fare da collante poi il solito antiberlusconismo, ma meno che all’Idv, così, giusto per distinguersi in qualcosina.

E così Fini nacque fascio e morì democristo. Bella parabola per chi non molti anni fa definiva Mussolini il più grande statista del secolo e prendeva l’eredità dal più fiero avversario dell’arco costituzionale, Giorgio Almirante.

È la politica odierna, signori.