Processo Sarah Scazzi, nona udienza. Una testimone: “Michele Misseri molestò una parente”

L’udienza di oggi del processo l’omicidio di Sarah Scazzi sarà dedicata ancora agli interrogatori dei testimoni chiamati dalla difesa: tra questi Emma Serrano e Pasquale Di Mauro.


E’ ripreso questa mattina, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, il processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno. Oggi, nel corso della nona udienza, nuovi testimoni saranno sottoposti all’esame e al controesame.

Tra i primi a prendere la parola c’è stata Emma Serrano, sorella di Concetta, madre della vittima, e di Cosima, accusata insieme alla figlia Sabrina Misseri di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.

La donna, dopo aver descritto come “normali” i rapporti tra Cosima e Sabrina e quelli tra la giovane Misseri e suo padre, ha rivelato in aula un particolare mai emerso finora: Michele Misseri, imputato nel procedimento con l’accusa di soppressione di cadavere, anni fa avrebbe molestato una sua parente, la cui identità non è però stata resa nota.

Diversi anni fa Michele ha molestato una donna. Me lo ha confidato la diretta interessata ma non voglio rivelare il suo nome perché era molto a disagio quando me lo ha raccontato. Non mi ha riferito i particolari e non le ho fatto alcuna domanda. La confidenza risale a gennaio 2011. Il fatto, invece, risale a parecchi anni fa, non erano ancora nate le figlie di Michele.

C’è da giurare che questa rivelazione non passerà inosservata, soprattutto da parte della difesa delle due principali imputate che, lo ricordiamo, sta puntando tutto sulla colpevolezza di Michele Misseri.

Nel corso dell’udienza saranno sentite altre persone che dovrebbero aiutare a chiarire gli spostamenti delle due donne di casa Misseri nei giorni precedenti e successivi al delitto. Tra questi c’è Pasquale Di Mauro, datore di lavoro di Cosima Serrano (la donna ha sempre sostenuto di trovarsi a lavoro la mattina del 26 agosto di due anni fa, giorno in cui fu uccisa la giovane Sarah), Antonio Rizzato, proprietario del terreno in cui si trova il pozzo in cui fu nascosto il cadavere della giovane, e Carmelo Salvatore Parisi.

Saranno sentiti, poi, sempre su richiesta dei pm Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, una cliente di Sabrina Misseri, Giovanna Donvito, il proprietario di un consorzio agrario, Bruno Caraglia, tre operai impegnati in un cantiere nei pressi di via Deledda – Giacomo Conforti, Vito Lippolis e Gianvito Rossano – e l’appuntato scelto dei carabinieri Giuseppe Di Noi, in servizio presso la stazione di Avetrana.

Via | Corriere del Mezzogiorno
Foto | © TMNews

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