Il Governo Berlusconi è finito e così il suo modello. La pericolosa illusione del Pd

Mentre alla Camera continua la chiamata per il voto di sfiducia al Governo Berlusconi vale la pena di leggersi o rileggersi le dichiarazioni degli esponenti del Partito democratico, quelli, per usare parole loro, che saranno costretti ad andare al Governo dopo il fallimento di Berlusconi e del suo modello.Ecco, proprio in questo tipo di affermazioni,


Mentre alla Camera continua la chiamata per il voto di sfiducia al Governo Berlusconi vale la pena di leggersi o rileggersi le dichiarazioni degli esponenti del Partito democratico, quelli, per usare parole loro, che saranno costretti ad andare al Governo dopo il fallimento di Berlusconi e del suo modello.

Ecco, proprio in questo tipo di affermazioni, utilizzate anche da una solitamente ragionevole Rosy Bindi, emerge tutta la miopia politica e la pericolosa illusione del Pd, che dovrebbe essere la guida dell’opposizione e il futuro partito di governo. Infatti se oggi l’Esecutivo di Silvio Berlusconi viene sfiduciato (se) o se ottiene una fiducia risicatissima tutto questo non va a merito del lavoro politico del Pd. Non è la conseguenza di un moto popolare (politico, s’intende) contro l’inefficienza dei ministri scelti da Re Silvio.

No, l’eventuale crisi del modello Berlusconi si basa soltanto sulla rottura di una alleanza che nulla ha a che fare col governo di un paese: Futuro e libertà e il suo leader imputano a Berlusconi delle scelte sbagliate e degli errori nella gestione del Pdl, non del Paese. Sono stati dunque dei moti di corte, dei torbidi interni alla nobiltà di palazzo a portare alla spaccatura del Pdl e alla sfiducia (se ci sarà). Quindi non c’è nulla di cui gioire: se Pdl e Fli tornassero alleati, insieme alla Lega rimetterebbero il Pd (a perenne rischio di scissione e senza una vera idea alternativa per l’Italia) all’opposizione per altri 20 anni.

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