Movimento 5 Stelle – Vito Crimi: “I parlamentari M5S non si occupino di alleanze”

Nuove polemiche per una cena tra 9 presunti dissidenti: “Chi parla del suo malessere con i giornali è fuori”.

La questione dissidenti del Movimento 5 Stelle ultimamente era passato in secondo piano, dopo tutto il caos relativo alla diaria e rimborsi vari. Ma adesso si torna a parlare del malessere che circola tra i parlamentari M5S: nei giorni scorsi c’è stata una cena tra sette deputati e due senatori dissidenti. Di cosa si è parlato? Di una ribellione a Beppe Grillo, secondo alcune ricostruzioni, di una normale cena in cui “si è parlato di tutto”, secondo la versione ufficiale.

Questa volta, però, dai vertici del Movimento 5 Stelle si è deciso di affrontare la questione. A occuparsene in prima persona è il capogruppo al Senato Vito Crimi in un’intervista al Corriere: “I parlamentari del Movimento 5 Stelle non si devono occupare di strategie politiche. Se qualcuno ancora insiste nel chiedere alleanze politiche, allora non ha capito niente e si pone fuori”.

Ma perché questo ennesimo diktat? Evidentemente il malessere continua a serpeggiare: “Se i giornali parlano di dissenso è perché qualcuno glielo dice, e se qualcuno ne parla, vuol dire che il dissenso c’è. Ma vorrei sapere su cosa. Tu, parlamentare, devi dire: sei d’accordo sulla mozione Ogm? Sei d’accordo sul singolo tema? Noi non dobbiamo ragionare di strategia politica, di alleanze“.

Per quale ragione non si deve parlare di alleanze e strategie, che sono parte integrante della vita di ogni partito o movimento che faccia politica? La risposta è semplice: “Le dice qualcosa il nome Tutti a casa tour? O Tsunami tour? La strategia è quella”. E se qualcuno non è d’accordo: “Vuol dire che non accetta la democrazia della maggioranza. Se uno vuole confrontarsi con noi bene, ne discutiamo. Ma se ha questo disagio, e lo comunica alla stampa, allora ciao”.

Chiusa la questione più scottante, Vito Crimi si occupa quasi solo di negare l’esistenza di black list, diktat e polemiche assortite.

Ma quali black list? Dove sono? Sulla diaria abbiamo semplicemente detto che pubblicheremo online chi la restituisce e chi no. Poi, certo, saranno gli elettori a bastonare chi non ridà i soldi

Le liste dei giornalisti sgraditi? Ma sono solo suggerimenti. Se non erano graditi, i deputati potevano non prenderli in considerazione invece di comunicarli ai giornali.

Azioni giudiziarie contro Report? Ma quali azioni giudiziarie. Io non ce l’ho con la Gabanelli, ma il servizio di Sabrina Giannini era un’accozzaglia di cose lasciate in sospeso e di insinuazioni

I guadagni del blog? Basta la logica: un blog così può costare un milione di euro all’anno; la pubblicità, che c’è da sei mesi, non lo coprirà mai. Non c’è bisogno di scomodare Beppe e Gianroberto

È evidente che il clima nel Movimento 5 Stelle rimane abbastanza surriscaldato. Se si trattasse di un partito tradizionale, sarebbe semplice prevedere che un risultato positivo o negativo alle elezioni comunali potrebbe riuscire a riportare la calma o a far saltare il tappo. Vedremo se nell’M5S le dinamiche saranno differenti.