Ore 12 – Senato: Berlusconi aggrappato alla “ciambella” Udc. Ma Casini chiude

Ce la mette tutta e pare convinto di sfangarla anche stavolta Silvio Berlusconi. Il premier prova a darsi forza, certo della bontà del vecchio adagio: “Aiutati che Dio t’aiuta”. Il suo discorso al Senato di stamattina, con ribadita chiusura totale a Fini, si aggrappa all’apertura verso l’Udc, da imbarcare nell’esecutivo, ma solo dopo il voto

Ce la mette tutta e pare convinto di sfangarla anche stavolta Silvio Berlusconi.

Il premier prova a darsi forza, certo della bontà del vecchio adagio: “Aiutati che Dio t’aiuta”.

Il suo discorso al Senato di stamattina, con ribadita chiusura totale a Fini, si aggrappa all’apertura verso l’Udc, da imbarcare nell’esecutivo, ma solo dopo il voto di fiducia alla Camera, con un rimpasto da farsi da Natale a Santo Stefano.

Musica per le orecchie di Casini cui viene prospettata la poltrona di vice premier? Neppure per idea! L’Udc chiude (almeno per ora) la porta in faccia al Cavaliere. I centristi bollano Berlusconi.

Il suo discorso, si mette in chiaro ai vertici dell’Udc “Non è una apertura ma un’autodifesa di un governo che riteniamo non abbia governato. Tante promesse ed oggi sembra solo l’ennesima giaculatoria che non porta da nessuna parte”.

Discorso chiuso? Fra poche ore, poco più di 24, la risposta. Il pallottoliere continua a frullare.