Salvatore Parolisi: processo a porte chiuse

Il processo di secondo grado per l’omicidio di Melania Rea verrà celebrato a porte chiuse. Salvatore Parolisi, marito della vittima, è ancora l’unico imputato.

Salvatore Parolisi torna in aula il 25 settembre per la prima udienza del processo d’appello per l’omicidio della moglie Melania Rea, uccisa il 18 aprile 2010 nel bosco delle casermette di Ripe di Civitella (TE).

L’ex caporal maggiore dell’Esercito in servizio ad Ascoli Piceno, condannato all’ergastolo in primo grado e ad oggi unico imputato nel procedimento, aveva chiesto un processo a porte aperte “per permettere alla gente di vedere come va il processo e capire tante cose“.

La richiesta però è stata respinta. Il presidente della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, Luigi Catelli, ha deciso che questo processo di secondo grado verrà celebrato a porte chiuse, come già accaduto per il processo di primo grado.

Salvatore Parolisi si è sempre proclamato innocente e sono stati proprio i suoi legali – Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e Federica Benguardato – a presentare ricorso contro la sentenza di primo grado controbattendo in 12 punti le motivazioni con le quali il gup di Teramo Marina Tommolini ha condannato Parolisi. L’avvocato Gentile, a questo proposito, dichiarò:

Il giudice Tommolini non ha valorizzato i risultati della prova scientifica omettendo le motivazioni sul punto, accogliendo invece i risultati delle prove chieste dalla procura che sono poco marcanti. Il gup ha fondato la sua decisione su elementi non riscontrabili in atti, attraverso un teorema suo privato. Quella nei confronti di Parolisi è una pena esagerata.

Il via è fissato per la mattina di mercoledì 25 settembre, pochi giorni prima dell’avvio di un altro processo d’appello destinato ad attirare l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica: quello per l’omicidio di Meredith Kercher.

Foto © TMNews

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