Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Wikileaks: la Shell infiltrata nei ministeri chiave della Nigeria. Nonostante l’arresto di Julian Assange a Londra, continuano le rivelazioni del Cablegate. I file segreti e riservati delle ambasciate Usa di mezzo mondo continuano a riservare nuove sorprese. L’ultima, nonché una delle più interessanti, riguarda la Nigeria. Come racconta oggi il Guardian (uno dei quotidiani che

Wikileaks: la Shell infiltrata nei ministeri chiave della Nigeria. Nonostante l’arresto di Julian Assange a Londra, continuano le rivelazioni del Cablegate. I file segreti e riservati delle ambasciate Usa di mezzo mondo continuano a riservare nuove sorprese. L’ultima, nonché una delle più interessanti, riguarda la Nigeria.

Come racconta oggi il Guardian (uno dei quotidiani che ha ricevuto i file di Wikileaks in anteprima insieme a NY Times, El Paìs, Der Spiegel e Le Monde) un cablo dell’ambasciata statunitense nella capitale nigeriana Abuja, risalente al 20 ottobre 2009, afferma che alcuni dirigenti della compagnia petrolifera anglo-olandese Shell sapevano tutto delle decisioni prese all’interno dei principali ministeri nigeriani.

Dal comunicato emerge come Ann Pickard, l’allora Vicepresidente della Shell per l’Africa Sub-Sahariana, abbia riferito ai diplomatici statunitensi di aver infiltrato propri dipendenti all’interno di ogni dipartimento governativo importante. Lo scopo, ovviamente, era sapere “tutto quello che veniva fatto in quei ministeri”.

Dal cablo dell’ ambasciata Usa emerge anche come la Shell avrebbe condiviso informazioni con gli Stati Uniti su argomenti di comune interesse.

In un’occasione la compagnia petrolifera avrebbe fornito ai diplomatici i nomi di politici nigeriani sospettati di avere legami con i ribelli del Mend. La Shell avrebbe inoltre chiesto agli Stati Uniti informazioni sugli armamenti in dotazione ai ribelli, in particolare in merito al fatto che questi ultimi potessero essere in possesso di missili anti-aereo.

Cosa c’è di nuovo in questo caso? Gli affari della Shell nella politica nigeriana, finalizzati allo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi del Delta del Niger, non sono una novità. Ne abbiamo parlato anche su queste pagine, raccontando le motivazioni alla base dell’insurrezione dei ribelli del Mend.

Sapere che una dirigente della compagnia si vanta con diplomatici Usa di sapere tutto quello che accade nei ministeri chiave del Paese, fornisce ulteriori elementi per capire il contesto. La novità, come sempre, è nel leggere le notizie direttamente alla fonte. O meglio, nell’averne conferma dalle sedi cosiddette “ufficiali”.

La portata del fenomeno Wikileaks, a dispetto di chi cerca di minimizzarne l’importanza, è tutta qui. E non è poco.