Il caso Yara accende gli animi nella provincia più leghista d’Italia

Svolta clamorosa nelle indagini sul caso Yara, la ragazzina scomparsa da più di una settimana a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo. È stato infatti fermato un marocchino in fuga, sospettato di essere l’omicida (ma il corpo non si è ancora trovato, quindi siamo ancora nel campo delle ipotesi).Per tutti i particolari della vicenda vi

di luca17

Svolta clamorosa nelle indagini sul caso Yara, la ragazzina scomparsa da più di una settimana a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo. È stato infatti fermato un marocchino in fuga, sospettato di essere l’omicida (ma il corpo non si è ancora trovato, quindi siamo ancora nel campo delle ipotesi).

Per tutti i particolari della vicenda vi invitiamo a leggere Crimeblog, quel che a noi invece preme è analizzare le reazioni del cosiddetto profondo nord, in una provincia con la più alta concentrazione di voto leghista del paese.

Dopo il fermo dell’uomo sono apparse i primi striscioni, tra i quali «Fuori marocchini e albanesi dalla Padania» e «Marocchini fuori da Bergamo» erano i più gentili. ma monta anche l’insofferenza verso gli extracomunitari in una zona tranquilla e da sempre abituata a stare lontano dai clamori mediatici.

Brembate è amministrata da una giunta “verde” come buona parte dei comuni della zona, e ieri in un’intervista a SkyTg24 il sindaco Locatelli ha cercato di gettare acqua sul fuoco:

«La nostra comunità non reagirà mai con una caccia all’uomo, siamo uniti, solidali, abbiamo speranza: non c’è alcun timore. Questo è un episodio ma non è nella nostra natura né in quella della nostra terra. Non c’è una preoccupazione generalizzata ma solo episodica»

Belle parole, ma il caso politico rimane, e anche episodi come questi in passato sono stati alla base del massiccio flusso di preferenza verso il Carroccio. D’altronde la parte dell’elettorato più sensibile ai temi della legalità e impaurita dalla trasformazione etnica delle proprie comunità a ragione o a torto vede nella Lega l’unico approdo difensivo contro la “deriva immigratoria”.

E per quanto sia tutto da dimostrare che questo caso c’entri qualcosa (al momento non sappiamo se il presunto reo sia un clandestino, nè quale sia la situazione familiare o l’eventuale movente) l’episodio è lo specchio di un sentire diffuso. E cioè che l’assenso indiscriminato verso l’immigrazione prevalentemente maschile abbia portato a un grande aumento dei casi di violenza sessuale soprattutto in zone che questo fenomeno non lo conoscevano.

E se la Lega farebbe bene a riflettere su qualche suo atteggiamento troppo radicale, tutte le altre forze politiche dovrebbero meditare su come abbiano potuto lasciare certi temi esclusivamente in mano al Carroccio, col risultato di esserne sopravanzati elettoralmente in tutto il nord.