Ore 12 – Pd con le “correnti” per battere Berlusconi?

C’è malumore nel Partito democratico. E, specie alla base, anche sconcerto e rassegnazione. Dopo la sconfitta elettorale Veltroni continua ad annaspare. Gli ultimi sondaggi indicano il Pdl e la Lega in ulteriore crescita e il Pd in ulteriore calo. E’ Berlusconi a dettare la danza. Quello del Premier, almeno per ora, è un vero e

C’è malumore nel Partito democratico. E, specie alla base, anche sconcerto e rassegnazione. Dopo la sconfitta elettorale Veltroni continua ad annaspare.

Gli ultimi sondaggi indicano il Pdl e la Lega in ulteriore crescita e il Pd in ulteriore calo.

E’ Berlusconi a dettare la danza. Quello del Premier, almeno per ora, è un vero e proprio “assolo”. Il leader del Pidì Veltroni vara il governo “ombra” ma non fa opposizione. Scansa i problemi veri (nazionali e internazionali) e si “rifugia” nelle questioni di metodo (accettare o no la mano tesa al dialogo, di Berlusconi) e di potere (lottizzazione Rai, modifica delle legge elettorale alle prossime europee per far fuori i partiti nani e mantenere almeno l’attuale 33%)).

L’unica iniziativa l’ha presa Massimo D’Alema, sempre più distaccato, anche palesemente, dal segretario del Pd e dalla sua strategia politica. L’ex ministro degli Esteri ha dato il via di fatto a una sua corrente. Intendiamoci, i “dalemiani” c’erano anche prima, virtualmente. Ma stavolta c’è l’imprimatur ufficiale del leader Maximo. Che fa sul serio: studia e prepara le truppe per la battaglia che prima o poi si aprirà nel Pd.

Insomma, per tagliar corto, questo Pd sta stretto a molti e non riesce a venir fuori dal pantano. La domanda è sempre la stessa: che facciamo adesso? Chi siamo veramente? La non risposta provoca sbandamento. Il Pd resta un partito che ha fatto della “novità per la novità” la propria rotta. Non si trova la sintesi fra culture, storie e personalità diverse. Da lì i mugugni. Ognuno tira per la propria strada.

Non è il caso allora di costituire vere e proprie “correnti” alla luce del sole? E trovare fra loro un equilibrio politico, culturale e di potere? Insomma, se il Pd quasi Dc deve essere, perché non riproporre quelle correnti che tanti problemi crearono allo Scudo crociato ma che consentirono a quel partito di mantenersi unito, “democratico” e governare l’Italia per 50 anni?

Non si può vivere di solo marketing politico. Le correnti (di pensiero e di potere) come intercettatori di sensibilità diverse e concorrenti nel definire l’identità del Partiti democratico? Perché no! Allora perché Veltroni non dà l’ultimo strappo dando l’pk alla costituzione di correnti? Forse questo è l’antitodo per non far evaporare il partito di massa e per non farlo rinchiudere in una gestione autoritaria. Magari anche per renderlo vincente.

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