Wikileaks Berlusconi: l’incontro con l’ambasciatore dopo l’attentato in Duomo

Ancora il Guardian, ancora rivelazioni dal cablegate – ma questa volta direi che è un retroscena di non enorme importanza – sul Silvio Berlusconi privato. Dobbiamo tornare a circa un anno fa, quando il premier fu colpito da una statuetta in miniatura del Duomo di Milano, lanciata da Massimo Tartaglia. Nei giorni successivi – il


Ancora il Guardian, ancora rivelazioni dal cablegate – ma questa volta direi che è un retroscena di non enorme importanza – sul Silvio Berlusconi privato. Dobbiamo tornare a circa un anno fa, quando il premier fu colpito da una statuetta in miniatura del Duomo di Milano, lanciata da Massimo Tartaglia.

Nei giorni successivi – il 30 dicembre 2009 – l’ambasciatore David H. Thorne si reca a visitarlo in una residenza privata in Lombardia. Gianni Letta in separata sede spiega a Thorne che Berlusconi è depresso

he’s an impresario, he wants everyone to love him

Nulla che non sapessimo già: vorrebbe che tutti lo amassero. Interessanti invece gli altri risvolti del cablogramma soprattutto sulle opinioni che Berlusconi esprime su alcuni uomini politici: Sarkozy per esempio.

Ne emerge una specie di rivalità, come fossero due galli nello stesso pollaio. Berlusconi parla di Sarkozy come di una “stella appannata” nel firmamento del Potere europeo. Gianni Letta è più diplomatico e spiega

Letta was less convinced, noting to the Ambassador that both Berlusconi and Sarkozy were “big dogs angling for the same spotlight.”

Credo non serva una traduzione letterale: Sarkozy e Berlusconi non si stanno simpatici perché sono due attori che vogliono entrambi il ruolo di protagonista. Se serve un solo attore, uno deve farsi da parte, e ovviamente nessuno dei due vuole cedere.

Poi arriva anche il PD: Berlusconi spiega a Thorne che il problema in italia è la magistratura, e che anche il leader dell’opposizione Pierluigi Bersani è d’accordo. Queste le testuali parole del dispaccio

He said that he had allies in the opposition on the need for reform, including PD Leader Bersani

A quel punto si parla ancora di opposizione. Si parla anche di D’Alema, che Gianni Letta mostra di ammirare, lo definisce “the smartest guy in the room”, il rivale più intelligente, arguto, da temere e rispettare.

Al punto 11, si legge l’eco della crociata anti-Facebook che partì all’indomani dell’aggressione in piazza Duomo. Ricordate? Berlusconi nel cablogramma si pronuncia con David H. Thorne a favore di un giro di vite sulla libertà dei nuovi media. Nello specifico parla di “better tuned controls to prevent the most extreme use of the new outlets”, in sintesi di raffinare i controlli sul web e facebook.

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